Italia
Al setaccio restano 14 seggi
I conti ancora non tornano, Ferri cerca il modo di garantire l’espressione del voto
CARRARA. Sono scesi da 18 a 14 i seggi in discussione, su 72 sezioni scrutinate per le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio scorsi. I conti in quei seggi non tornano, in particolare nel 24 e nel 45, e la commissione elettorale che riprenderà i lavori domani alle 8, è orientata a trovare con la collaborazione dei rappresentanti di lista, dati certi e «incontrovertibili» come ha detto il presidente Cosimo Maria Ferri, sui voti di lista. Mentre per le preferenze (nei casi in cui sono superiori ai voti di lista) l’orientamento sarebbe quello di non considerarle ai fini del conteggio del risultato finale.
Verifica delle tabelle di scrutinio. Nulla sposta, questa situazione, sul fronte dell’elezione di Angelo Zubbani, che Ferri si appresta a proclamare sindaco; i nodi riguardano il consiglio comunale, in quanto alcune “classifiche” dei candidati potrebbero subire modifiche, anche se - da quanto si dice nei corridoi di palazzo comunale e nei partiti - sembrerebbero esclusi stravolgimenti. Ma i pareri sono articolati.
Ieri si è consumata un’altra mattinata campale, perché Ferri è rimasto chiuso fino alle 13,20 nell’ufficio della segreteria: a consultare la giurisprudenza, e a valutare quanto emerso dai verbali di scrutinio. Sembra fiducioso che la situazione possa risolversi, salvo ovviamente eventuali ricorsi al Tar di chi decidesse di chiedere il controllo effettivo delle schede che la commissione elettorale per legge non può aprire. Quando ieri mattina Ferri è tornato nell’aula consiliare, ha fatto le sue comunicazioni ai rappresentanti di lista. In sostanza domani saranno riverificate le tabelle di scrutinio che presentano anomalie più o meno serie. Riguardano le sezioni 21, 7, 27, 23, 45, 72, 63, 46, 30, 28, 51, 69, 24, 55 (dati forniti dagli scrutatori di lista).
Le situazioni più problematiche nella 45 e nella 24, un po’ meno per la 27 e la 63,mentre per le restanti le incongruenze sarebbero minori.
In sostanza Ferri, all’interno dei confini dettati dalle norme in materia, punta a salvaguardare i dati che, all’esame della commissione e dei rappresentanti di lista, risulteranno non presentare contraddittorietà. Il fine è quello di garantire il rispetto dell’espressione popolare del voto, individuando dati incontrovertibili. Ferri chiede la collaborazione dei rappresentanti di lista. Sarà una ricerca attenta quella di domani, analizzando le tabelle di scrutinio (punto di riferimento secondo una sentenza del Consiglio di Stato del 2010) delle sezioni in discussione, per definire l’accreditamento, senza dubbi, dei voti di lista.
I seggi problematici. Per il seggio 24 ci sarebbero difficoltà a chiarire il voto disgiunto. E quindi a trovare il dato certo che dimostri l’espressione di voto.Il seggio 45 presenterebbe problemi nelle tabelle di scrutinio sui voti di lista. Insomma un bel daffare per la commissione. Tutte le risultanze delle sezioni sotto osservazione presenterebbero discrepanze tra preferenze a candidati consiglieri e voti di lista.
Problema delle preferenze. Nei casi controversi la commissione non può affidarsi alla discrezionalità, ecco perché c’è l’orientamento a scorporare le preferenze dal computo complessivo. Ciò non significa annullarle (non è nei poteri della commissione), ma semplicemente non conteggiarle ai fini del risultato elettorale. In sostanza un grande lavoro di analisi per cercare rimediare alla confusione di alcuni seggi, e seguendo un criterio che Ferri vuole che sia «omogeneo, trasparente e legalitario».
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