Il dolore
Truffa alla Ue, condannato titolare Tesimag
Due anni a Pier Lorenzo Vannucci e al suo commercialista Paolo Strano. Sequestrati 600mila euro
MASSA. Due anni di condanna per il commercialista Paolo Strano e due anni a Pier Lorenzo Vannucci, titolare della Tesimag srl. La figlia Sara, invece, dovrà attendere settembre per sapere se il gup accoglierà o meno la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore Rossella Soffio. Confermato il sequestro di seicentomila euro di proprietà di Pier Lorenzo Vannucci. È finita così l’inchiesta su una truffa all’Unione europea.
Era stato il nome di Strano, commercialista della ditta che aveva ottenuto il finanziamento comunitario, a far drizzare le antenne ai finanzieri. Quel milione di euro richiesto a Bruxelles via Firenze dalla Tesimag srl, impresa carrarina impegnata nella produzione di utensileria lapidea, per comprare un brevetto innovativo - che in realtà era già loro da dieci anni - aveva bisogno di un accertamento. Dai controlli incrociati è venuta fuori la frode e sono scattate le manette per Strano, mentre due dei soci titolari dell’azienda erano finiti ai domiciliari (Sara e Pier Lorenzo Vannucci) e un terzo, Nara Maggiani, madre di Sara, era stata iscritta nel registro degli indagati.
L'operazione ha portato anche al sequestro di beni immobili, di autovetture e di disponibilità finanziarie di importo pari a 600.000 euro per ciascuno dei tre soggetti tratti in arresto (il commercialista e i due soci). Il provvedimento cautelare (sequestro) aveva colpito anche la società coinvolta nell'inchiesta, per lo stesso importo di 600.000 euro, in ragione dell'applicazione della normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, con ciò portando l'ammontare complessivo dei beni da sequestrare a 2,8 milioni di euro. Indagini.
Le indagini erano partite neI 2010, quando le fiamme gialle si sono trovate tra i fascicoli da controllare la richiesta di finanziamento da un milione di euro della Tesimag Srl, con la consulenza di Strano. Da subito, sono state individuate diverse, rilevanti anomalie. Segnalate al sostituto procuratore Rossella Soffio. Dagli accertamenti poi è venuta fuori tutta la storia, con giri di fatture tra Italia e paesi esteri.
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