Il Tirreno

Saracinesche rialzate, zero indennizzi

di Gianluca Uberti
Saracinesche rialzate, zero indennizzi

Gli esercenti aullesi hanno con fatica riaperto i negozi distrutti dall’alluvione ma i tempi dello shopping non ritornano

3 MINUTI DI LETTURA





AULLA. Troppo facile dire che niente sarà più come prima, ma è proprio così. Basta ascoltare le parole dei commercianti la cui attività è stata spazzata via dall’alluvione del 25 ottobre 2011 per rendersene conto, per rendersi conto che la botta, complice la crisi internazionale, è ben lontana dall’essere stata riassorbita.

A pesare ci sono, soprattutto, i pesanti investimenti economici affrontati per riaprire, con sullo sfondo le banche e le difficoltà di avere da queste immediata liquidità.

Richi Cafè. Il nostro “giro” parte dal bar di via Gandhi, locale dalla storia particolarmente sfortunata: infatti, aveva aperto solo da un mese e dieci giorni quando è arrivata l’onda anomala di acqua e fango dal fiume Magra.

«Abbiamo avuto 28mila euro di danni - commenta il gestore Riccardo Pellegrini - e abbiamo perduto due automobili. Di rimborsi ancora non ne abbiamo visti, ma non so dire se il volume di affari è aumentato o diminuito dopo l’alluvione, anche perché non ho un termine di paragone sufficientemente ampio a livello temporale».

Ironia della sorte il “Richi Cafè” ha riaperto un mese e dieci giorni dopo l’alluvione, lo stesso lasso di tempo intercorso fra l’inaugurazione e la devastazione portata dal fiume Magra.

Break Time. Sempre in via Gandhi c’è il ristorante self service che, prima dell’alluvione era in in via Resistenza, dove è stato completamente spazzato via; anche qui l’umore del gestore Thomas Paolini non è dei migliori: infatti, questo sottolinea che «ci sono voluti tre mesi per riaprire, ma, in compenso, non ci hanno dato nulla. La clientela è rimasta inalterata, ma sugli operai un po’ di crisi la sentiamo, nel senso che sono diminuiti».

Paolini, poi, fa due conti e stima in 200mila euro i soldi che ci sono voluti per ripartire, lasciando intendere che le banche tengono ben stretti i cordoni della borsa.

Libreria Conti. Da via Gandhi passiamo in via Resistenza, la ex via regina dello shopping aullese, dove incontriamo il locale che ha riaperto 33 giorni dopo l’alluvione: anche qui danni per 200mila euro e «un giro di affari che è calato» commenta Federico Conti, il quale elogia i volontari che hanno dato il loro prezioso contributo nei giorni successivi all’alluvione: «Purtroppo, però, a quanto ne so, per i rimborsi ci sarà ancora da aspettare, forse un anno» aggiunge il proprietario della libreria.

Ottica Varanini. La musica non cambia presso il negozio riaperto il 17 marzo, dove il proprietario Stefano Varanini fornisce anche una percentuale e una cifra: 50% di lavoro in meno dopo l’alluvione e 280mila euro di danni.

«Con questa catastrofe - commenta Varanini - è come se avessimo perduto dieci anni di lavoro e la crisi ci mette del suo. Inoltre, le banche si stanno comportando da banche, quindi...» chiosa ironico.

Mobili Lorenzelli. Se ci spostiamo sulla vicina via Nazionale, la rabbia si fa più palpabile nelle parole di Roberto Lorenzelli, proprietario del mobilificio, attivo da oltre 35 anni, che porta il suo cognome: «La normalità non potrà più esserci, anche perché il lavoro è diminuito, ho avuto un milione e 200mila euro di danni e ho dovuto accendere un mutuo da 500mila euro per ripartire. Quello che mi fa rabbia, però, è che le istituzioni non hanno fatto nulla e qui non si sono mai visti né un sindaco né un vice sindaco. Forse, perché non ho fatto donazioni all’Aullese calcio...? Comunque, andiamo avanti e con i miei otto dipendenti lavoriamo: che altro possiamo fare?».

Video Vip.Un approccio più ottimista lo troviamo alla videoteca catena in franchising che opera su via Resistenza e riaperta il 17 dicembre; Michael Gnetti stima in 50mila euro i danni subiti e afferma che le cose stanno andando meglio dopo un primo momento di impasse immediatamente dopo la riapertura: «Ora la clientela è tornata» conclude il giovane gestore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa