Il dolore
«Quei ritardi potevano costare due vite»
Barbieri (sindacato indipendente sanità) segnala i casi di trasferimenti di pazienti anche con emorragie gravi in corso
CARRARA. «Due giovani vite sono state salvate per miracolo: non si può andare avanti così». Renzo Barbieri, segretario provinciale della Fsi (Federazione sindacati indipendenti), ci va giù pesante in un comunicato in cui mette in discussione la gestione dei trasporti d’emergenza da un presidio sanitario all’altro. In questi due casi, da Massa e da Carrara, a pochi giorni di distanza. Due incidenti stradali, in uno si verifica la rottura del fegato, nell’altro la rottura della milza. In questi casi, il tempo non è denaro, è vita. E, secondo Barbieri, si sarebbero verificati dei ritardi che avrebbero davvero messo a rischio la vita dei due pazienti. Lo dice, nero su bianco, in un comunicato nel quale chiede pubblicamente anche l’intervento della magistratura, perché si facciano i riscontri a quanto da lui affermato. Nel comunicato, in particolare, si concentra sul caso di mercoledì scorso. A detta di Renzo Barbieri, saremmo di fronte a una «grave inefficenza dell'Azienda Asl 1 in caso di urgenza: sono oramai diversi casi in cui si verificano forti ritardi nello spostamento di pazienti emorragici ad alto rischio di morte con emorragie in atto». In particolare - aggiunge - «l’ultimo caso si è verificato il giorno 9 maggio: viene allertata la sala angiografica per una rottura di milza, è ugualmente allertato il servizio alle ore 22,15, la sala è pronta alle 22,30; ma il paziente per gravi ritardi organizzativi giunge in sala angiografica alle ore 24,15». Un ritardo, a detta di Barbieri, che poteva avere conseguenze gravissime; per fortuna, aggiunge, l’operazione è andata bene, il dottor Rebonato della radiologia interventistica è molto bravo. Ma, si chiede, se le cose fossero andate diversamente? A suo avviso, il servizio del dipartimento deu (emergenza urgenza) deve essere gestito in modo diverso. Con una attenzione capillare ai tempi dei trasferimenti e alla valutazione delle priorità degli interventi.
Renzo Barbieri sostiene anche che questi ritardi «si verificano costantemente». Da qui la richiesta di un intervento di carattere preventivo della magistratura, che acquisisca dei riscontri a quanto da lui affermato: «Intervenire solo dopo che sia avvenuto il morto nonostante le segnalazioni sarebbe molto grave», conclude.
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