Il dolore
I commercianti dell’Aurelia rassegnati
Messi ulteriormente in ginocchio dalla nuova proroga dell’ordinanza: «Ignorati da tutti, nessuno ci dà delle risposte»
AVENZA. Amareggiati, delusi e rassegnati. Si sentono così i commercianti dell'Aurelia dopo l'ennesima proroga alla chiusura del cantiere. Dopo il 28 febbraio, il 30 aprile e il 31 maggio adesso a far crollare le speranze dei negozianti è arrivato anche l'ultimo rinvio emesso dalla polizia municipale che vedrebbe la fine lavori addirittura per il 31 luglio.
Ancora quasi tre mesi di agonia per esercizi e residenti. Ma saranno gli ultimi?
Ormai è questa la domanda retorica di chi vive e lavora a Nazzano.
La rabbia dei primi mesi adesso lascia il posto all'amarezza. «Ci sentiamo presi in giro due volte - spiega Alessandro Pezzica titolare di "Alex Hair look" - non solo perché non riescono a darci una data certa, ma soprattutto perché ce la comunicano all'ultimo momento, come nel caso dell'ultima ordinanza che è stata resa pubblica proprio il giorno dopo le elezioni e quindi a votazioni avvenute».
Dello stesso parere anche Silvana Fieschi dell'area benessere "Salus per aquam".
«Nell'ultima riunione - spiega - dal Comune ci avevano detto che avrebbero fatto di tutto per terminare i lavori laterali alla strada per poter aprire il prima possibile la viabilità, ma così non è stato. Inoltre c'è un disinteresse generale da parte dell'amministrazione per la nostra situazione, gli operai in cantiere ci sono, ma sono troppo pochi, i tempi potrebbero essere accelerati se ci fossero più persone al lavoro».
«Ormai ci siamo rassegnati - spiega ancora Pezzica - la perdita di clientela è un dato di fatto ma ad incidere sono anche i ritardi dei clienti dovuti al traffico e ai cambi nella viabilità. Chi arriva dal passaggio a livello in certi orari deve stare in attesa almeno mezz'ora prima di passare, così succede che disdice l'appuntamento o nel migliore dei casi arriva in ritardo accavallandosi con il cliente successivo. Venendo a mancare l'accesso all'arteria principale, cioè l'Aurelia, il resto della viabilità avrebbe dovuto essere gestito meglio. Alcune strade, invece, come nel caso di Via Brigate Partigiane sono rimaste a senso unico per non parlare poi dei tempi dei semafori che, stando alle prime promesse, avrebbero dovuto essere ridotti, e invece, come tutti gli altri problemi, sono finiti nel dimenticatoio»".
«Ancora altri tre mesi, ma poi sarà davvero tutto finito?». E' scettico sulla tempistica anche Riccardo Catelani di "Catelani Auto". «A noi non resta che attendere- dice - ma è dura. La nostra è una concessionaria lavoriamo principalmente sulla clientela di passaggio, ma adesso la circolazione è interrotta e non vediamo entrare mai più di due persone al giorno. Anche per noi come per molti altri qui nella zona il calo delle vendite c'è stato». Stessa situazione anche al bar "Dolci tentazioni". «Abbiamo perso tutti i clienti che venivano dal lato Sarzana - spiega la titolare Simona Di Natale -ma anche tutti quelli che, di strada per il lavoro, si fermavano a far colazione. Qualche affezionato trova il tempo di venire ugualmente, ma la perdita si è sentita». Tempistica a parte, i lavori sul ponte però procedono. Dopo la posa delle maxi travi adesso anche la gettata di cemento è stata terminata. Ora non resta che attendere i 28 giorni per la sua maturazione e il successivo collaudo. Nel frattempo gli operai della Ruberto Costruzioni di Salerno stanno procedendo all'installazione delle pareti di sostegno per rialzare il manto stradale. «Stiamo lavorando a pieno ritmo- spiega il capocantiere Giannattesio Cono - in genere i tempi per il rifacimento di un ponte sono molto più lunghi». Il cartello di cantiere d'altronde parla chiaro, l'Anas ha previsto 335 giorni per la fine dei lavori. «Abbiamo avuto solo dei ritardi per lo spostamento dei sottoservizi e allacci enel - spiega sempre Cono - per il resto stiamo proseguendo con tempi da record, probabilmente riusciremo ad aprire la viabilità prima del 31 luglio. L'ordinanza è stata emessa in via cautelativa, la possibilità di una chiusura anticipata dei lavori resta».
Maria Corsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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