Sicurezza
Finanza a caccia di evasori Medico e legale nei guai
I due liberi professionisti non dichiaravano le parcelle pagate dai loro clienti I controlli non finiscono qui. Tra Iva e redditi recuperato quasi un milione
MASSA. Liberi professionisti nel mirino della guardia di finanza. Le fiamme gialle hanno fatto una verifica negli studi di un avvocato e un medico. Quest’ultimo svolgeva la propria attività omettendo di presentare la propria dichiarazione dei redditi. L’altro ne dichiarava solo una minima parte. L’attività della finanza ha consentito di recuperare a tassazione ricavi per 537.000 euro e Iva per circa duecentomila euro.
Ma questo è soltanto l’inizio, perché per i liberi professionisti che vogliono fare i furbetti si preannunciano tempi durissimi. In queste settimane è partita una serie di controlli a tappeto su tutti i medici di Massa e dintorni. Le fiamme gialle mandano una lettera ai pazienti chiedendo le ricevute delle visite specialistiche a cui si sono sottoposte. Si tratta di una verifica incrociata perché i finanzieri si sono già appostati all’uscita degli studi medici - sono almeno una decina, pare - all’inizio dell’anno scorso. E così sono riusciti a farsi un’idea del giro di affari dei dottori. Si parla di diverse decine di visite giornaliere. Ma le fatture invece ne rivelano meno della metà. Adesso quella della lettera ai pazienti è la fase successiva della verifica: non è escluso che qualcuno dei destinatari delle missive possa essere chiamato in caserma per ulteriori chiarimenti. Anche perché qualcuno ha già contattato il 117 per dire che effettivamente non sempre veniva registrato il pagamento quando passava dalla segretaria dello specialista.
Stessi controlli anche all’uscita degli studi legali, ma in questo caso i clienti non ricevono alcuna lettera. L’evasione scoperta finora è soltanto la punta dell’iceberg di una caccia all’evasore che nel 2012 si preannuncia particolarmente avvincente. Anche nel 2011 comunque i risultati in questo campo erano stati rilevanti.
Dal 2010 a oggi sono stati 13 i lavoratori autonomi (tra cui commercialisti, medici chirurghi e avvocati), oggetto di verifica fiscale (attività ispettiva caratterizzata da metodologie più incisive rispetto al mero controllo). Tale attività ha consentito di accertare una evasione di circa 3 milioni e 200.000 euro di Iva e 2, 6 milioni di ricavi sottratti a tassazione. In 5 casi i soggetti verificati svolgevano la propria attività professionale in regime di evasione totale, vale a dire sono risultati completamente sconosciuti al fisco. Tra di essi spicca un ragioniere che, nei diversi anni di attività, addirittura dal 1988, non solo ometteva di presentare la propria dichiarazione dei redditi ma non provvedeva neanche a presentare quella dei propri clienti (un centinaio) che, ignari di quanto stesse accadendo, continuavano a corrispondere al professionista compensi per un'attività mai svolta e ritrovandosi a loro volta "scoperti" nei confronti del fisco dove risultavano non censiti.
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