Il Tirreno

Così i giovani imparano a lavorare

Così i giovani imparano a lavorare

Stage in azienda alternati allo studio. Uno dei ragazzi: «Ho deciso, mi imbarco e girerò il mondo»

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CARRARA. Inserire i giovani di Massa-Carrara nel mondo del lavoro attraverso una prima esperienza professionale. Questo è lo scopo del progetto "Alternanza Scuola-Lavoro", la cui conclusione si è tenuta ieri mattina nella sala conferenze di Carrarafiere. L'iniziativa, promossa e coordinata dalla Camera di Commercio, dall'Amministrazione e dall'Ufficio Scolastico provinciale, ha garantito a 459 ragazzi, di 12 istituti superiori provinciali, la possibilità di affiancare alla propria formazione scolastica anche una prima esperienza sul campo. Grazie alla collaborazione di 273 organizzazioni (fra aziende, soggetti privati ed enti pubblici) e per un complesso di 13.000 ore di alternanza, gli studenti hanno potuto affrontare, in questo 2012, stages specifici per i loro corsi di studio.

«Questo progetto è un'eccellenza di Massa-Carrara - ha sottolinea Norberto Ricci, presidente della Camera di Commercio - che ci riempie di orgoglio, specie nel centocinquantesimo anniversario del nostro ente. Attraverso l'impegno di tutte le persone e le organizzazioni coinvolte, siamo riusciti a mettere in campo le sinergie necessarie per dare a questi ragazzi un primo avviamento professionale». Le ore degli stages sono state certificate e saranno utili agli studenti per entrare poi nel mercato del lavoro.

«I riscontri sono stati assolutamente positivi, con casi non rari di studenti assunti presso le stesse aziende od uffici dove avevano compiuto la loro prima esperienza - ha aggiunto Raffaele Parrini, assessore provinciale al lavoro».

Patrizia Pacini, in rappresentanza del Provveditorato provinciale ha, tuttavia, voluto principalmente incoraggiare i ragazzi: «In un momento in cui tutti i giornali e le televisioni riportano continuamente della crisi economica, è bene che non vi lasciate scoraggiare: ci sono stati tempi migliori, è vero, ma unicamente con l'impegno e la costanza è possibile farsi strada oggi, specialmente le ragazze, sempre le più colpite dalla recessione». Mente pensante dietro l'"Alternanza Scuola-Lavoro" è Giulio Armanini, alla cui iniziativa si è dovuto, nel 2003, l'avvio del progetto. Dopo un ringraziamento in memoria di Eugenio De Luca, il preside dell'Istituto Montessori-Repetti recentemente scomparso, Armanini, attualmente in pensione, ha immaginato per l'"Alternanza" l'esaurimento naturale del suo scopo. «Certamente si farà la prossima edizione, ma non bisogna pensare che le sperimentazioni, come lo è questo progetto, abbiano vita infinita: bisogna che anche le scuole si rendano in grado, autonomamente, di gestire iniziative simili».

Ma quali sono i pareri degli studenti interessati dall'iniziativa e dei loro insegnanti che hanno avuto modo di valutare per primi gli effetti di queste esperienze? Le risposte sono state tutte positive, sia per i ragazzi sia per gli insegnanti. «Accade che anche concetti difficili vengano assimilati attraverso l'esperienza piuttosto che con tanti insegnamenti astratti», osserva Isa Zanzanaini, professoressa di Scienze Sociali all'Istituto Montessori. Meno tecniche e più entusiastiche le analisi dei ragazzi interessati come Nicola Franzoni (19) dell'Istituto Nautico "Fiorillo" ed Enrico Mazzi (18) del Liceo Artistico "Gentileschi". Imbarcato su una nave polacca a Livorno, Franzoni ha imparato i rudimenti della vita marinara sul campo, un'esperienza del tutto positiva, la quale lo ha convinto «che questa è la mia strada, anche se per praticarla dovrò abbandonare Carrara». Anche Mazzi ha tratto suggerimenti dal progetto per la sua vita futura: «La mia esperienza diretta nei cantieri e negli uffici di progettazione, mi ha incoraggiato a continuare sulla strada da me intrapresa, iscrivendomi alla facoltà di architettura».

Luca Menconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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