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Allarme dei geologi: in 6 mesi nulla è cambiato nel territorio

Allarme dei geologi: in 6 mesi nulla è cambiato nel territorio

MULAZZO. «Il territorio è fragile e non è più in grado di sostenere eventi atmosferici di una certa portata. Il problema è che bisogna cambiare completamente l’approccio con il territorio. Una...

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MULAZZO. «Il territorio è fragile e non è più in grado di sostenere eventi atmosferici di una certa portata. Il problema è che bisogna cambiare completamente l’approccio con il territorio. Una corretta gestione del territorio è una questione principalmente culturale. Non è possibile che ci siano ancora zone nelle quali non esiste un vero Servizio geologico».

Duro, Giuliano Antonielli, geologo ligure e consigliere nazionale dei geologi (Cng), intervenuto ieri mattina al convegno dei presidenti degli ordini regionali dei geologi programmati proprio sui luoghi della alluvione che il 25 ottobre scorso hanno colpito la Lunigina (foto a lato).

L’evento è stato organizzato dagli Ordini regionali della Toscana e della Liguria.

«Bisogna smetterla di rincorrere l’emergenza - ha affermato in modo netto Antonielli - e pensare a una normativa per la difesa del suolo che consenta finalmente di programmare una strategia organica per i prossimi decenni. La base di partenza c’è già ed è la Legge 183/89, un’ottima norma, all’avanguardia per l’epoca, e che ha rappresentato una vera rivoluzione copernicana per quanto riguarda la pianificazione introducendo il concetto di “Piano di Bacino”. Purtroppo negli anni lo spirito di quella legge è stato tradito e i risultati sono sotto i nostri occhi. Troppo spesso ci dimentichiamo che tutte le attività umane sono possibili perché esiste un territorio, quindi bisogna ripartire dalla conoscenza di quello che sta sotto i nostri piedi e cercare di capirne il più possibile i fenomeni connessi. Solo in questo modo si può pensare ad una corretta gestione di questo che è il nostro bene più prezioso».

Prevenzione soprattutto in tempi di crisi economica.

«La corretta gestione e il ripristino del territorio, in questo periodo di crisi economica - ha concluso Antonielli - può anche diventare, oltre che un fattore di sicurezza per i cittadini, un volano per l’economia creando nuove opportunità di lavoro come lo fu nel New Deal del presidente Roosevelt. Si può partire da piccoli interventi, anche attraverso l’ingegneria naturalistica, di ripristino e recupero, ovviamente pianificati ed inseriti in un più ampio progetto complessivo di gestione del territorio, che a fronte di una spesa contenuta possono garantire risultati importanti nella difesa del suolo».(c.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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