Il dolore
Tasse, nasce un comitato contro l’Imu
Il centrodestra lancia la campagna sull’ illegittimità dell’imposta e contesta le esenzioni alla Chiesa
MASSA. «Dopo l’insuccesso elettorale, credo che il centro destra dovrebbe abbandonare le posizioni collaborazioniste nei confronti del governo che con le proprie manovre vessatorie ha svuotato completamente le tasche ai cittadini».
È partendo da questa premessa che Stefano Benedetti lancia una nuova campagna. Stavolta contro l’Imu. Imposta non ancora arrivata ma già odiata dagli italiani (almeno da quelli che saranno chiamati a pagarla). Ma anche, sostiene il consigliere del centrodestra, un’imposta illegittima sotto vari profili che «punisce i cittadini solo perchè proprietari di prime, seconde e altre case».
Secondo Benedetti l’Imu è illegittima sotto svariati profili costituzionali, in primis quello dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, in quanto viene imposta anche su quei proprietari che dall’immobile non ricavano un reddito, ma, al contrario, esso costituisce per loro un costo (rappresentato dal mutuo).
Le esenzioni riconoscite alla Chiesa, agli enti religiosi e alle Fondazioni bancarie sarebbe poi una violazione del principio di equità ed uguaglianza nel concorso alle spese pubbliche (articolo 53 della Costituzione). «Credo – dice Benedetti – che dovremmo prendere seriamente in considerazione il fatto che le esenzioni dall' Imu possano essere considerate quale infrazione comunitaria sotto il profilo di indebiti aiuti dati indirettamente dallo Stato ai soggetti esentati in danno della libera concorrenza». Ancora: l’Imu sarebbe in contrasto con l’articolo della Costituzione (il 47) che tutela il risparmio.
Per queste (ed altre) presunte illegittimità, Benedetti invita ad avviare ricorsi presso le Commissioni Tributarie e la Corte Costituzionale, sia attraverso una petizione popolare da inviare direttamente al governo. L’intenzione del consigliere del Pdl è di allargare oltre provincia l’azione del comitato. Nel frattempo annuncia che promuoverà «attraverso un pool di avvocati e commercialisti ricorsi presso le Commissioni Tributarie e la Corte Costituzionale, oltre ad una campagna informativa e una petizione popolare».
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