Sicurezza
I rifiuti diminuiscono, ma i costi no
La produzione di spazzatura scende del 10%, però aumentano le tariffe del Cermec e la Tarsu resta stabile
MASSA. La produzione di rifiuti diminuisce, i costi per liberarci della spazzatura, no. Quelli aumentano (o meglio: sono già aumentati) e il risultato è una specie di pareggio. Che permetterà di evitare – probabilmente – un aumento della Tarsu, ma non consentirà di fare un passo in avanti per ridurre il gigantesco esborso della collettività per la gestione della spazzatura: 15 milioni di euro l’anno.
I dati che snocciola l’assessore all’Ambiente Andrea Ofretti dicono questo. Dicono che nei primi quattro mesi del 2012 la produzione di rifiuti è scesa sensibilmente. Un calo attorno al 10% frutto di più fattori concomitanti: il calo dei consumi legato alla crisi, una tendenza al riutilizzo più marcato, maggiore attenzione dei cittadini – non di tutti, viste le discariche abusive che spuntano qua e là quasi ogni giorno – una tendenza al risparmio che si evidenzia soprattutto nello smaltimento degli sfalci dei giardini, voce scesa del 27% (il conferimento al Cermec di questi materiali ha un costo aggiuntivo per i privati).
La bolletta, però, non diminuisce in misura corrispondente. Perché? Perché, nel frattempo, è aumentata la tariffa che il Comune paga per portare i rifiuti al Cermec.
Fino al luglio dell’anno scorso il costo era di 145 euro a tonnellata, da agosto è salito a 174 euro. Annullando tutti i benefici derivanti dalla riduzione dei rifiuti. Un confronto per capire meglio: nel gennaio 2011 il costo di conferimento al Cermec fu di 525mila euro; nel gennaio di quest’anno è salito a 576mila euro. Nonostante i rifiuti siano scesi del 10% circa. Se la tariffa fosse stata di 145 euro, la spesa sarebbe stata di 479mila euro.
Nè arrivano risparmi dall’attività di Asmiu: il contratto di servizio tra l’azienda e il Comune è fissato a 6,9 milioni di euro circa (da 5 anni) e potrà essere modificato – forse – solo a fronte di una diminuzione strutturale della produzione dei rifiuti da parte della popolazione massese. Che ancora non c’è: nel 2011 il quantitativo complessivo di spazzatura è stato di 58.029 tonnellate, di cui solo 15.667 di raccolta differenziata. Cioè 816 tonnellate per abitante: quasi un record in Italia, solo Olbia (che supera le 1.000 tonnellate pro capite) fa peggio di noi in Italia. Si tratta, però, di 4.700 tonnellate in meno rispetto al 2010 (quando il totale dei rifiuti prodotti fu di 62.708 tonnellate).
Il Comune, comunque, ci prova a migliorare le cose. Anche con una nuova ordinanza-disposizione per la corretta gestione dei rifiuti. Un decalogo su come, quando e dove si deve portare la spazzatura (le misure valgono per la zone in cui non c’è il porta a porta), da carta ve giornali agli scarti verdi, dai vecchi frigo alle pile esaurite. Le disposizioni saranno inviate per posta alle famiglie massesi e ai commercianti. La città pulita passa anche da qui.
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