La manifestazione
Dai blocchi subito 5 milioni in più
Il sindaco: ottanta tariffe diverse e nessuno spirito di rivalsa ma solo una grande equità. Ora la battaglia per i beni estimati
CARRARA. Il dado è tratto. Le lettere sono partite. Ottanta missive, indirizzate agli industriali che gestiscono le altrettante cave attualmente in attività sui bacini apuani. Con le nuove tariffe da applicare ai blocchi estratti, messe nero su bianco, e tutte diverse.
Si parte da una cifra inferiore a 5 euro a tonnellata (per la produzione più scadente e le cave che versano in difficoltà) per arrivare, in un paio di casi a superare i 40 euro. Ancora di più dei 37 proposti, in prima battuta, al tavolo delle trattative dal Comune: e su cui c’era stato il secco “no” delle associazioni di categoria.
Le lettere, tanto per fare chiarezza, sono partite lunedì. E molte delle aziende del monte le hanno già ricevute.
Tanto che anche il direttore di Assindustria (come vedremo) ne è già a conoscenza anche se, confessa: «Non le ho ancora lette». Questo passo, che peraltro era ormai nell’aria, segna la fine dell’armistizio fra Comune e industriali. Palazzo civico ora batte cassa.
Zubbani: e ora la battaglia per i beni estimati Il sindaco Zubbani si tiene lontano dalle possibili polemiche. «Le tariffe sono state stabiliti cava per cava dai miei uffici - dice - senza spirito di rivalsa ma all’insegna dell’equità». E annuncia: «Da questa partita restano fuori i beni estimati, ma spero per l’ultima volta: quella per eliminare i privilegi al monte è una delle prime battaglie che ho intenzione di intraprendere».
Ora trenta giorni per pagare Proprio come da regolamento. Gli industriali delle cave avranno un mese di tempo per adeguarsi alle tariffe stabilite, caso per caso, dal Comune. Altrimenti, l’unica strada possibile sarà quella dell’arbitrato.
«Ormai non c’erano possibilità di arrivare a un accordo, anche se ci abbiamo lavorato parecchio non si è trovata la quadratura del cerchio - spiega il dirigente di Palazzo Marco Tonelli - Le lettere agli ottanta imprenditori, con le tariffe cava per cava, riguardano gli agri marmiferi comunali (sono esclusi i beni estimati). Si è tenuto conto delle varie tipologie dei materiali, della situazioni delle singole cave. La nostra proposta ora è ufficiale: entro trenta giorni dovremo avere una risposta».
«Le cose sono due- prosegue Tonelli - gli industriali a cui sono state sottoposte, per lettera le nuove tariffe potranno, singolarmente trovare l’accordo con il Comune. Oppure ricorrere a un arbitrato: con tanto di periti di parte, e il presidente del tribunale che ne nominerà un terzo, ossia il presidente del collegio arbitrale. Il tutto per stabilire, da ultimo, la cifra che dovrà essere sborsata». Una strada, insomma, più lunga e che potrebbe comportare dei costi, aggiuntivi, anche al Comune. E, intanto, tanto per mantenere il clima sereno, sono già partiti da parte degli industriali i primi ricorsi. Non quelli per le nuove tariffe, sarebbe impossibile visto che si parla di azioni riferite a circa tre mesi fa, ma per la delibera che, di fatto, ha autorizzato l’aumento del canone concessorio, quello passato, con il via libera del consiglio comunale, dal 5 all’8%.
Dai blocchi 5 milioni in più Non si può ancora parlare di cifre precise. Ma una previsione, quella sì che si può fare.
«Da tutte le missive partite - spiega Tonelli - dovrebbero arrivare, se tutto va bene e quindi si escludono gli eventuali arbitrati, 5 milioni in più rispetto al gettito attuale dei blocchi che è stato di 7 milioni e 800mila euro».
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