Parlamentari apuani uniti per salvare Teleriviera
MASSA. Appello al governo dei parlamentari apuani per salvare Teleriviera «vittima di un errore del Ministero nell’assegnazione delle frequenze». Se, infatti, non ci saranno interventi sulle...
MASSA. Appello al governo dei parlamentari apuani per salvare Teleriviera «vittima di un errore del Ministero nell’assegnazione delle frequenze». Se, infatti, non ci saranno interventi sulle frequenze, Teleriviera ha annuncitao la cessazione di ogni attività, dopo 35 anni, per il 31 maggio. La richiesta di intervento al Ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera è stata fornulata in maniera congiunta da Fabio Evangelisti (idv), Lucio Barani (Pdl) e Andrea Rigoni (Pd).
«Non è possibile che una storica emittente sia costretta a chiudere e a licenziare i propri dipendenti non a causa di un deficit o di problemi di gestione, ma per un errore del Ministero nell'assegnazione delle frequenze dopo lo switch off dello scorso anno», commenta Evangelisti. Per i tre parlamentari «la soluzione è a portata di mano: è sufficiente assegnare a Teleriviera il Canale 23 per scongiurare l'interferenza con Antenna 3 che di fatto impedisce le trasmissioni».
«Lo scorso 19 novembre sono iniziate le trasmissioni in digitale e la visibilità del segnale di Teleriviera era perfetta. Dopo meno di un mese, il 22 dicembre successivo, quando Antenna 3, essendo stata ripescata tra le escluse nell'assegnazione delle frequenze, ha acceso i propri ripetitori, a causa di un improvvido errore del Ministero, si è creata di fatto un'incompatibilità tra i due segnali che si annullano a vicenda, giacché trasmettono entrambi sul Canale 39. il patron di Teleriviera Giuseppe Annunziata ha segnalato tempestivamente al Ministero le difficoltà che si erano venute a creare ma solo a metà febbraio l'Ispettorato territoriale della Toscana ha effettuato le verifiche rilevando la lamentata incompatibilità e la necessità di cambiare la frequenza ad Antenna 3, trasmettendo intorno ai primi di marzo alla Direzione Generale di Roma una nota con la quale si chiedeva alla Direzione Generale del Ministero dello Sviluppo Economico di autorizzare il cambio frequenza individuando il Canale 23».
«L'unica risposta che Giuseppe Annunziata ha ricevuto dal Ministero è che per risolvere il problema sarebbe stato necessario un tempo indefinito - continuano i deputati -Un'arroganza e un'indifferenza che hanno costretto il proprietario e fondatore di Teleriviera, dopo cinque mesi di sole spese e nessun ricavo e con la previsione di gettare al vento altre decine se non centinaia di migliaia di euro, a licenziare i dipendenti e fissare al 31 maggio la cessazione dell'attività dell'emittente».
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