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Blitz nel residence dei vip In manette 5 rapinatori

Blitz nel residence dei vip In manette 5 rapinatori

La banda di romeni aveva colpito nel Nord Italia ed era ricercata dalla polizia A Marina avevano trovato la base logistica per pianificare i colpi nelle gioiellerie

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MARINA DI MASSA. Avevano la base logistica a Marina di Massa i cinque romeni arrestati nel Nord Italia durante un’indagine su una decina di rapine in gioielleria. Alcune delle quali particolarmente efferate: a Venaria Reale, in provincia di Torino, nella estate del 2011 il titolare del negozio che aveva provato a opporre resistenza era stato fatto sdraiare sul pavimento con la forza e poi percosso selvaggiamente a suon di calci e pugni. L’uomo aveva riportato la frattura delle ossa nasali.

A Marina di Massa i romeni finiti in manette, tra cui una avvenente donna che aveva il compito di rivendere la refurtiva nei compra oro di tutta Italia, facevano la bella vita. Avevano anche una rete di collaboratori, probabilmente connazionali. È per questo che la squadra mobile di Massa, che ha lavorato in stretto contatto con i colleghi di Torino, ha deciso di non rivelare i nomi dei malviventi. La banda aveva trovato alloggio in un paio di residence lussuosi, viaggiavano su auto potenti e vestivano con abiti firmati. Un tenore di vita che ha insospettito gli uomini di Antonio Dulvi Corcione, capo della sezione investigativa. Tanto che alcuni agenti in borghese hanno cominciato a occuparsi di loro praticamente giorno e notte.

Ma i cinque romeni erano scaltri, oltre che feroci. Ogni volta riuscivano ad allontanarsi da Massa senza destare troppi sospetti. E colpivano sia nelle gioiellerie di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, sia nelle villette più interessanti che trovavano sul loro cammino. In pratica con i furti si pagavano le spese sostenute per la trasferta. Secondo gli inquirenti in tutto avevano raggranellato la bellezza di un milione di euro, ma il calcolo è certamente stato fatto per difetto.

A Marina di Massa i cinque romeni studiavano i colpi che poi andavano a fare nella provincia di Torino, di Milano e di Piacenza, Reggio Emilia e Parma. Gli agenti hanno trovato le fotografie delle gioiellerie rapinate e anche alcuni dettagli delle strade limitrofe. In pratica era tutto studiato a tavolino. Solo quando il piano era perfetto al millesimo salivano sulle loro potenti automobili e raggiungevano il posto prescelto. Naturalmente per arrivare davanti ai negozi rubavano delle vetture che non davano nell’occhio e che soprattutto non erano riconducibili a loro.

Ma la banda non era composta soltanto da cinque persone. C’era un’altra donna che è riuscita a fuggire perché prima che scattassero le manette si trovava in Romania in visita ai familiari, mentre altri due uomini sono stati arrestati in Portogallo, dove erano andati per rilassarsi e fare un po’ di vacanza. Del resto i soldi non gli mancavano. I malviventi finiti in carcere - in altrettante case circondariali del Nord Italia - sono giovani: il più anziano, quello che è statao definito il capo, ha una trentina di anni. Gli altri al massimo hanno venticinque anni. Gli inquirenti stanno effettuando dei controlli in Romania per capire se la banda aveva nei precedenti nel loro paese.

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