Il Tirreno

«E ora la mia opposizione più dura a Zubbani & co»

«E ora la mia opposizione più dura a Zubbani & co»

Claudia Bienaimè: mi dispiace solo non aver mandato il sindaco al ballottaggio «La città ha bisogno di una campagna etica, e sono pronta a portarla avanti»

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CARRARA. «Ho cominciato la mia campagna con Leoluca Orlando, dichiarando che in questa città c’è un emergenza etica. La penso ancora così: e anche queste elezioni lo hanno dimostrato».

Claudia Bienaimè (candidata sindaco per Carrara Bene comune, Idv, Verdi e Fabbrica della Sinistra) comincia da subito la sua opposizione all’amministrazione Zubbani-bis.

«E cosa pensavate che facessi? - spiega - Del resto come stanno le cose a Carrara lo abbiamo visto tutti anche ai seggi: con le liste degli elettori e in evidenza quelli che non sono andati a votare e che sono stai sollecitati a farlo. Purtroppo nella nostra città tante altre cose funzionano in questo modo. Noi non siamo disposti a tollerarlo e ci impegneremo per opporci a questo modo di fare politica».

Claudia Bienaimè si concentra poi sull’analisi del risultato elettorale.

«Credo che come prima cosa bisogna riconoscere che l’astensione è stata significativa, il non voto è stato un voto di protesta che hanno scelto molti carraresi - mette in evidenza - E poi c’è anche un altro aspetto da considerare: il voto disgiunto è difficile e forse ha penalizzato alcune liste. Del resto Zubbani, da solo, non ha preso un gran numero di voti, sono andati piuttosto alal sua lista: e anche questo è un segnale che bisogna leggere bene».

Dalla Bienaimè arriva poi una critica precisa.

«L’operazione che ha fatto il sindaco appena rieletto di caricarsi i consiglieri ex Pdl alla fine ha pagato - sottolinea - Ma c’è anche un aspetto positivo legato a questa discutibile operazione: finalmente a Carrara c’è un’opposizione vera e questo è importante. Il Pdl , infatti, si è liberato dagli associati, di quelle persone che pensavano più a fare i propri interessi che alla politica».

Per Claudia Bienaimè arriva poi il momento dell’autocritica.

«Il nostro progetto politico è nato due mesi fa - spiega - era impossibile pensare di fare un risultato migliore di questo». Ma per l’architetta a capo della coalizione formata da Idv, Verdi, Carrara Bene comune e Fabbrica della sinistra, in realtà un rammarico c’è.

«Mi dispiace di non aver contribuito a mandare Zubbani al ballottaggio - ammette - Forse così si sarebbero potuto cambiare le cose».

E la Bienaimè è già pronta a portare i temi caldi della sua campagna elettorale, dal marmo “bene comune” in poi, al centro della sua politica di opposizione. «Il mio lavoro ricomincia subito - afferma - e all’insegna della chiarezza continueremo la campagna per l’emergenza etica della città».(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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