Finanza
«Altrove è andata peggio che qui»
Laquidara (Pdl): non sono soddisfatto del risultato, ma nemmeno disperato
CARRARA. Lanmarco Laquidara, candidato sindaco del Pdl (appoggiato da la Destra e Nuovo Psi) non si sente sconfitto.
E, questo è certo, è uno che in questa tornata elettorale ci ha sempre messo la faccia: anche nel momento più difficile, quando alla vigilia della presentazione della lista, dalla dirigenza del Pdl di Firenze è arrivato l’imput a correre da soli (con solo l’appoggio esterno di Nuovo Psi, la Destra e Dc).
E ieri, Laquidara è stato fra i primi candidati a presentarsi sotto Palazzo civico, rifiutando l’etichetta del grande sconfitto: del resto la partita, questa volta, era a 10 e il centro destra in buona parte frammentato. Tutti fattori che si sono fatti sentire, eccome. Ma, come poi spiegherà lo stesso Laquidara, non sono solo quelli ad aver determinato l’affermazione, non certo brillante, del Pdl carrarese.
«I dati sono in miglioramento - dichiara a spoglio ancora in corso - I primi erano catastrofici».
E l’analisi di Laquidara si sposta su un più ampio raggio.
«Subiamo il trend nazionale - spiega Laquidara - e, se serve a consolarci, ho visto che altrove le cose stanno andando peggio che qui».
«L’anti politica dei grillini, a Carrara l’ha pagata il Pdl - prosegue - e abbiamo dovuto fare i conti con i voti di protesta, contro l’amministrazione attuale, che non sono confluiti sulle nostre schede».
Ma per Laquidara il bilancio finale non è del tutto negativo.
«Se penso a come siamo partiti, con che mezzi, e alle difficoltà incontrare, anche prima della presentazione delle liste - continua -credo che, nonostante tutto, non ci possa lamentare. Insomma non posso certo dire di essere soddisfatto, ma non sono nemmeno disperato».
E per Laquidara, che ha seguito davanti al Comune buona parte dello spoglio elettorale, la strada continua ad essere in salita, ma da affrontare con l’impegno di sempre.
«Si ricomincia a lavorare - conclude la sua prima analisi a caldo - come abbiamo fatto fino ad oggi. Senza dimenticare che questo è un momento storico particolare, a livello nazionale, e che noi ne abbiamo pagato appieno le conseguenze».(a.viv.)
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