Gioco
Nasce a Massa la Fattoria Felice un rifugio per animali salvati dalla macellazione
A Montepepe, vicino all’Opa un’oasi di ispirazione vegana Per raccogliere fondi parte su Ebay un’asta di oggetti di vip
MASSA. Nascerà a Montepepe, a poca distanza dall’ospedale “dei bambini” una fattoria particolare: la fattoria degli animali salvati dal macello. Un rifugio dove galline, agnelli, maiali, conigli (e in futuro, probabilmente, anche manzi e vitelli) che dovevano finire sui piatti di qualche casa o ristorante (sotto forma di salumi, fettine, bistecche o anche uova e formaggi) vivranno una seconda vita. Liberati dall’incubo della macellazione.
“Fattoria Felice” si chiamerà questo spazio. A idearlo e progettarlo, con il supporto della “rete” vegana di tutta Italia è Francesco Goracci, chef e titolare del ristorante vegetariano Pitagora che sta girando il mondo del web in cerca di sostegni – finanziari soprattutto – per realizzare la fattoria. Su Eppela.com ha avviato una raccolta di fondi, con l’obiettivo di raccogliere 4.500 euro (ieri alla nostra visualizzazione era a quota 280). Nello stesso tempo, con la collaborazione con lo staff di Ebay.it sta organizzando un’asta. Da domani sul sito saranno venduti al miglior offerente vari oggetti – maglie, tute e altre cose – che alcuni personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo hanno donato all’associazione TerraMadre che, assieme a Goracci, porta avanti l’iniziativa. In tre tranche di sette giorni ciascuna, saranno messi in vendita oggetti dell’ex giocatore del Milano Chicco Evani; del centrocampista della Roma (e della Nazionale) Daniele De Rossi; di Nicole Tuzii (X-Factor), Giulia Leni, ginnasta e protagonista della serie tv Vite Parallele su Mtv; La cantante Ginevra DiMarco; Alessia Gioffi, ex di Non è la Rai (ma altri vip potrebbero essere della partita).
«Il primo step per realizzare questo progetto lo abbiamo fatto: abbiamo il terreno, non lontano dall’Opa, un luogo ideale, pensiamo anche a coinvolgere i bambini nel futuro. Ora c’è da ottenere gli ultimi via libera dagli enti locali e organizzare la fattoria, costruire le strutture. Ce la faremo:entro l’estate contiamo di aprire», dice Goracci.
Ma come e da dove arriveranno a Montepepe gli animali – “da reddito”, vengono definiti – salvati da macelli e celle frigorifere?
«Di sicuro non li ruberemo, ma neanche li acquisteremo perchè ciò vorrebbe dire, comunque, fare reddito con animali. Ci sono altre strade per “liberarli”: ad esempio, io ho di recente scambiato una prestazione d’opera con un agnello. Un baratto che lo ha salvato dalla morte», spiega ancora Goracci.
Ma l’oasi sarà in primo luogo, dice lo chef animalista, uno stimolo per far riflettere sulla scelta vegana-vegetariana «e fare capire che quello che in tanti considerano “cibo” è in realtà un essere vivente, capace di emozioni e sentimenti».
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