Italia
Scoperto un gesso di Antonio Canova da 2 milioni di euro
Un gioiello finora sfuggito alle precedenti catalogazioni Caffaz: la città ci aiuti a recuperare il patrimonio artistico
CARRARA. Un gesso di Canova ritrovato, o meglio sfuggito alla catalogazione del 1981, e valutato 2 milioni di euro.
Sarà questo gioiello, La danzatrice con le mani sui fianchi, un bozzetto originario del 1810, uno dei pezzi forti della mostra «Il tempo di Elisa. Il mito e la bellezza», che si aprirà giovedì prossimo (fino al 30 settembre) nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti.
Un grande appuntamento con la scultura e l’arte per la città di Carrara. E, soprattutto, Un grande sforzo dell’Istituto di Belle Arti che ha lavorato in sinergia con la Fondazione Crc, i Lions, i Rotary locali, gli Amici dell’Accademia e con la collaborazione di Comune e Omya. Le mostre, costate 70mila euro (la Fondazione ne ha tirato fuori ben 50mila) hanno nei gessi antichi il loro fulcro fondamentale e sono addirittura tre: oltre a “Il tempo di Elisa” (a cura di Anna Vittoria Laghi e Alba Maria Macripò), tornerà “D’Après Canova”, a Palazzo Binelli assieme alla moderna “Vis-à-vis” di Gianni Dessì (curata da Lucilla Meloni).
Tre appuntamenti con la scultura Un itinerario che va dall’Ottocento ai giorni nostri e che avrà un altro grande aspetto di modernità, un prezzo del biglietto adeguato ai tempi di crisi: 5 euro per visitare sia l’Aula Magna che Palazzo Binelli (ingresso gratuito per gli studenti dell’Accademia).
Il triplice appuntamento con la scultura è stato illustrato ieri in conferenza stampa dal presidente dell’Accademia Simone Caffaz, la direttrice, Lucilla Meloni, le curatrici Anna Vittoria Laghi e Alba Maria Macripò, i rappresentanti di Lions, Rotary e Amici dell’Accademia, il responsabile grafico Marco Baudinelli, l’assessore alla cultura Giovanna Bernardini e il presidente della Fondazione Crc, Alberto Pincione.
Ospite d’onore proprio l’opera di Canova ritrovata e restaurata da due insegnanti dell’Accademia, Miriam Ricci e Carlo Sassetti. Un capolavoro di grazia e bellezza dove la mano del grande maestro è senza dubbio riconoscibile. «Quest’opera era sfuggita alla catalogazione del 1981 - ha spiegato la responsabile della curatrice Anna Vittoria Laghi - Sapevamo dell’esistenza delle due danzatrici, ma fino ad oggi non era stata individuata. È davvero un recupero importante per la città intera e per il patrimonio artistico dell’Accademia».
In Accademia troneggia anche un’altra opera che presto finirà in mostra: si tratta di “In opera 2” di Gianni Dessì. Un volto bianco, in gesso, che tiene fra le labbra una pallina da ping pong. E che è sospeso in aria, tenuto con un filo con una grande sfera gialla gonfiata con l’elio. Una metafora dell’arte sospesa tra cielo e terra.
Caffaz: appello agli industriali per recuperare altri gessi «Abbiamo deciso di proseguire un percorso già iniziato con D’Après Canova - ha annunciato in conferenza stampa il presidente dell’Accademia Simone Caffaz - presentando un altro nucleo di gessi, ventuno per la precisione, di cui 7 di Antonio Canova, che andranno ad aggiungersi agli altri 27 in esposizione a Palazzo Binelli».
«Le risorse sono sempre più esigue, è necessario che tutto il territorio si faccia carico del proprio patrimonio artistico - ha ribadito Caffaz, dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alle mostre - Per il futuro auspicio che il circolo virtuoso che si è creato per recuperare queste prime opere possa allargarsi, anche attraverso la partecipazione di un maggior numero di industriali, per ridare lustro alla nostra preziosissima gipsoteca, una delle più importanti a livello mondiale».
E Caffaz annuncia anche un altro recupero importante: quello del teatro anatomico dell’Accademia.
«A fine settembre tutti i gesti in mostra nell’Aula Magna - ha spiegato - saranno trasferiti proprio all’interno del nostro teatro).
E c’è anche una novità per il prossimo anno accademico: il corso di restauro quinquennale diventerà abilitante, insomma dalla scuola alla professione, sotto il segno dell’arte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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