Il dolore
San Carlo, c’è spazio per annullare la revoca
La notifica non è stata ancora fatta e la società Vichi ha ancora tempo per presentare al Comune una memoria difensiva. Pucci racconta i retroscena
MASSA. La San Carlo salvata dalla lentezza burocratica? Può darsi. Di certo c’è, e l’ha svelato ieri mattina il sindaco Roberto Pucci, che non è ancora stato notificato alla società Vichi, proprietaria del complesso termale e azienda di imbottigliamento, l’avvio da parte del Comune della procedura di revoca della concessione per lo sfruttamento della sorgente.
Il che vuol dire, che la Vichi ha ancora tempo (15 giorni dalla notifica) per presentare una memoria difensiva ed evitare la revoca. Se lo vorrà. E non è certo che lo voglia visto come si è comportata finora.
Il Comune infatti, e il sindaco mostra tutti i carteggi degli uffici, ha fatto di tutto e di più (persino una telefonata personale di Pucci al proprietario Giancarlo Vichi) per evitare l’avvio della procedura di revoca. «Una procedura che è un atto dovuto in ottemperanza alla legge regionale in materia di gestione di acque minerali. Una legge voluta dal Pd e che ora il Pd locale vorrebbe che io ignorassi. Incredibile», commenta Pucci
Ed ecco dunque i retroscena. La legge è la 38 del 2004 ma il regolamento attuativo è datato 31 marzo 2009 e dice, in sostanza, che le concessioni sono suscettibili di conferma previa stipulazione di una convenzione con il Comune entro 24 mesi, pena la decadenza. Grazie anche ad una proroga per la San Carlo la scadenza era il 30 marzo scorso.
Il Comune, guardando le note di corrispondenza, il primo avviso alla San Carlo per «comunicazioni urgenti e inderogabili» lo invia il 13 ottobre 2011 convocando un incontro per il successivo 11 Novembre. La società non si presenta, invia un fax. Gli uffici tornano alla carica anche nei mesi successivi ma la società non si presenta. E in questo clima un po’ surreale si arriva al 19 aprile scorso con il Comune costretto ad avviare la procedura di revoca, informandone naturalmente la Regione che a sua volta informava l’ufficio sulle procedure da seguire.
«Questa amministrazione ha fatto di tutto per evitare questa situazione- dice Pucci - La società può ancora rimediare visto che ci sono stati problemi di notifica e quindi c’è ancora un po’ di tempo per produrre una memoria difensiva che può annullare la revoca. Una strada che per noi è la soluzione migliore, anche in caso di vendita a terzi del complesso da parte della Vichi. Altrimenti dovremmo procedere ad un’asta pubblica della concessione con tempi lunghi e scenari non chiari. Di certo, e lo ribadisco, il Comune non vuole quella concessione, nè la Evam è interessata ad averla come qualcuno continua a malignare. A questa amministrazione interessa il rilancio del marchio San Carlo e anche quello del complesso termale. Sappiamo che ci sono e ci sono stati interessamenti di imprenditori - prima emiliani, poi carrarini e ora anche un imprenditore massese - a rilevare l’attività dalla Vichi - insiste il sindaco - A loro e a chiunque altro fosse interessato, ribadiamo l’interesse di questa amministrazione a favorire investimenti a San Carlo. Certamente non appartamenti, ma se servono piscine termali, beauty farm, strutture ricettive noi siamo pronti a dare incentivi. Purchè non speculativi ma tesi al rilancio dell’azienda di imbottigliamento e di tutto il complesso termale . Rimandiamo al mittente (Pucci si riferisce soprattuto al Pd ndr) polemiche e dietrologie che non hanno alcun fondamento».
Aronne Angelici
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