Il Tirreno

Il tempo di Elisa: 21 grandi opere in mostra

Il tempo di Elisa: 21 grandi opere in mostra

Da Bartolini a Thorvaldsen fino a Rauch e Bosio: ecco tutti gli scultori che fecero grande Carrara

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CARRARA. Arte in grande spolvero in città. L’Accademia di Belle Arti e la Fondazione Crc partecipano alla manifestazione transfrontaliera “Napoleone e Noi”, progetto volto alla valorizzazione del patrimonio napoleonico. L’appuntamento è per giovedì prossimo alle 17 e 30 con l’inaugurazione di “Il tempo di Elisa: il mito e bellezza”. Un viaggio aatraverso l’esposizione di 21 modelli e calchi in gesso, restaurati per l’occasione e provenienti dalla collezione dell’Accademia. La mostra vuole riportare alla giusta considerazione gli effetti che l’accorta politica di Elisa Bonaparte Baciocchi determinò sulle arti a Carrara nel periodo del suo principato compreso fra il 1805 e il 1814. Principessa di Lucca e Piombino e Granduchessa di Toscana a partire dal 18 marzo 1805, Elisa, insieme al marito Felice Baciocchi, intende fare della piccola cittadina toscana un polo mondiale di produzione, creazione e diffusione del marmo e della scultura. Mette in campo una serie di riforme che riguardano l’escavazione, rianima l’industria e la lavorazione grazie alla creazione del Banco elisiano, riforma e potenzia l’Accademia di Belle Arti che trasferisce dall’antica sede del palazzo Del Medico in quella, certo più prestigiosa, del Palazzo del Principe. Grazie ad Elisa, Carrara diventa meta prediletta di Antonio Canova, l’artista scelto dalla committenza napoleonica per tramandare le immagini dell’imperatore Napoleone e dei suoi familiari come divinità che abitano un nuovo Olimpo. A Carrara opera e lavora in qualità di Direttore del Banco elisiano ma anche in qualità di insegnante di scultura dell’Accademia di Belle Arti Lorenzo Bartolini che sperimentando un nuovo modo di guardare al reale sostituisce ai modelli classici i modelli presi dal vivo. Al “tempo di Elisa”, soggiorna e lavora a Carrara, anche l’altro grande protagonista del neoclassicismo, Bertel Thorvaldsen.

Insieme a Christian Daniel Rauch - che ne eseguirà un suggestivo ritratto - sarà l’artista che nel periodo della restaurazione, grazie anche al favore di Maria Beatrice d’Este, porterà avanti il linguaggio legato al mito e all’ideale di bellezza appreso negli ateliers di Elisa così anche favorendo l’attività dei laboratori che continueranno ad essere fiorenti per tutto il corso del 1800, grazie anche ai numerosissimi allievi che alla scuola di Canova, Bartolini e Thorwaldsen si erano formati e che la recente mostra D’Apres Canova ha messo in evidenza.

Queste le opere, divise in tre sezioni, secondo un percorso didattico studiato appositamente dalle curatrici attraverso un lavoro che ha coinvolto tutta l’Accademia .

Ritratti di famiglia: la propaganda dell'Impero: Joseph Chinard: Eugenio Beauharnais; Lorenzo Bartolini: Felice Baciocchi; Pierre Cartellier: Luigi Bonaparte; Francois Joseph Bosio: Gerolamo Bonaparte e Federica Caterina di Wuttenberg; Antonio Canova: Letizia Ramolino Bonaparte.

Elisa e i suoi artisti:,il mito, la grazia, la bellezza: Antonio Canova: Autoritratto; Monumento a Vittorio Alfieri (bozzetto preparatorio); Venere e Adone; Venere Italica; Danzatrice col dito al mento; Danzatrice con le mani sui fianchi. Lorenzo Bartolini: Ninfa oceanica ; Fiducia in Dio.

Da Elisa alla Restaurazione, la continuazion e del mito: Cristian Daniel Rauch: Bertel Thorwaldsen; Bertel Thorwaldsen: Ebe; Mercurio . Christian Daniel Rauch: Nicola I di Russia; Alessandro I; Federico Guglielmo III di Prussia e Luisa, regina di Prussia .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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