Il Tirreno

Concordia, progressi per il lavoro a Nca

di Cinzia Carpita
Concordia, progressi per il lavoro a Nca

Ma occorrono offerte convincenti, mentre si avvicina la data del 18 maggio per l’incontro al ministero dello Sviluppo

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CARRARA. Spiragli, ma ancora solo spiragli e non certezze per i Nuovi Cantieri Apuania, anche se i commenti sono improntati a definire “passi avanit” l’esito m di ieri nel vertice istituzionale che si è tenuto in Regione. Si parla appunto di passi avanti affinché Nca possa ottenere una parte del lavoro per l’operazione Concordia. Cioè le opere di carpenteria per la realizzazione dei cassoni destinati a farla galleggiare.

Ma se da una parte c’è cauto ottimismo, dall’altra occorre non dimenticare che si avvicina la data del 18 maggio prossimo, quando il sottosegretario De Vincenti incontrerà presso il ministero dello sviluppo economico, politici e sindacalisti locali per parlare del futuro del cantiere.

E l’avere oppure no, un nuovo carico di lavoro (quello legato alla Concordia), può fare grande differenza anche ai fini della cassa integrazione che scatterà con l’ultimazione della nave Rfi ora in bacino. Oltre al fatto che nuove commesse di lavoro possono dare ossigeno al cantiere, nell’attesa di un acquirente privato e di un nuovo assetto societario.

Altrimenti, se queste condizioni non troveranno concretezza per dare le garanzie che lavoratori, sindacati e istituzioni locali chiedono da tempo, a fine anno Invitalia lascerà Nca al suo destino peggiore: la liquidazione.

Così mentre in Regione ieri veniva ribadito dai sindaci di Carrara, Livorno e Piombino (con le relative Port Authority e rappresentanti delle Province)che la Toscana rivendica il diritto di essere in prima fila per l’assegnazione dei lavori relativi al progetto Concordia, a Carrara le aspettative erano molto più delicate, perché c’è in gioco la vita stessa del cantiere di Marina.

Nella prima fase del progetto, le opere di carpenteria, potrebbero essere suddivise fra Piombino e Carrara, ma i due territori potranno realizzate tutti e 30 i cassoni salvagente previsti? Nca, ne potrà costruire solo alcuni.

E anche se all’orizzonte c’è Fincantieri che potrebbe accaparrarsi grandi carichi di lavoro, le istituzioni toscane continuano a incrociare le dita per non perdere questa importante occasione di lavoro e di occupazione per le tre città marittime .

Ma perché il triangolo Livorno-Piombino-Carrara possa avere maggiore forza “contrattuale” con la Micoperi che ha vinto l’appalto della Concordia, che entro maggio dovrebbe completare lo studio ingegneristico dei cassoni, e che vorrebbe le forniture di 20mila tonnellate di ferro entro tre mesi, è stato stabilito a Firenze che verrà nominato dalla Regione, sentiti i tre sindaci, un tecnico coordinatore (o un pool) che farà da interfaccia con la Micoperi e i tre sindaci. La nomina dovrebbe avvenire domani pomeriggio. Quindi sono ore febbrili per la scelta.

Pare che Micoperi (ieri presente all’incontro post-istituzionale in Regione, con l’amministratore delegato Silvio Bartolotti e con il presidente Andrea Monorchio) abbia confermato l’intenzione di far lavorare in via prioritaria la Toscana, ma attende proposte operative dalle singole citt, circa la fattibiolità delle opere richieste e i tempi di consegna. Non si parla ancora della seconda fase: la bonifica della Concordia legata a un secondo appalto.

Ieri il governatore Enrico Rossi ha confermato la volontà della Regione: far ricadere sul territorio toscano il maggior lavoro possibile previsto dal progetto di recupero della nave incagliata al Giglio, che la Micoperi vorrebbe portare via entro dicembre.

Il 10 maggio si terrà la conferenza dei servizi per dare il via al progetto.

Quindi anche Nca dovrà risultare molto convincente con la propria offerta per ottenere una parte dei lavori per la realizzazione dei cassoni salvagente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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