Il Tirreno

Ricciardi: la burocrazia è nemica delle imprese

E il numero uno della Fermet spara a zero: sono a credito di 3,7 milioni di Iva «Il primato del fatturato? Il 2010 era un anno di ripresa, ora momento critico»

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CARRARA. «Il 2010 è stato un anno abbastanza positivo per i nostri volumi di fatturato, soprattutto rispetto al 2009 quando avevamo registrato una flessione pari al 60%. Ma il momento adesso è difficile, non certo quello da fare dei proclami».

Ha poca voglia di parlare il presidente della Fermet, Alberto Ricciardi: «Non voglio finire sempre sui giornali, noi siamo un’azienda piccola».

Ricciardi: ma che primato! Momento difficilissimo È reduce da un’altra intervista, con “Il sole 24 ore”, in cui è stato interpellato come una delle aziende che sono a credito dell’Iva: «Per tre milioni e 700mila euro, non roba da poca, si immagini le difficoltà che dobbiamo affrontare». Insomma del primato, per volume di fatturato, che lo mette al top della classifica redatta nell’Osservatorio dei bilanci delle società di capitali Con un fatturato di 187 milioni 176mila euro, Alberto Ricciardi ha ben poco da dire.

«Quello è un dato del 2010, già nel 2011 abbiamo dovuto affrontare una grande sofferenza - spiega Ricciardi - quando ci hanno revocato le concessioni per il cantiere. E adesso è un momento estremamente difficile per il settore, non c’è molto da aggiungere».

E sul fatto che, sempre nel 2010, la sua azienda superasse il colosso Red graniti, Ricciardi precisa: «Ma che vuol dire, noi siamo un’azienda di trading, la Red graniti fa estrazione e lavorazione, è tutta un’altra cosa». Ma poi il numero uno della Fermet qualcosa in più lo dichiara. Ed è proposito degli elementi che contribuiscono a mandare in affanno le imprese. «A frenare l’attività imprenditoriale è in primo luogo la burocrazia - spiega Ricciardi - e subito dopo le banche che sono lente nelle erogazioni: tutto questo non si concilia con le esigenze dei mercati e della produttività». Ma ci sono anche alcuni segnali positivi, in un quadro all’insegna del pessimismo, che Ricciardi mette comunque in luce. «Il comparto nazionale della siderurgia - spiga - è riuscito ad essere abbastanza competitivo nei mercati del Nord Africa, quelli per cui anche noi adesso stiamo lavorando. Ci si slava un po’ sotto questo aspetto, ma bisogna comunque stringere i denti».

L’analisi della Isr: micro e grandi imprese allo stremo Se Fermet, almeno per il 2010, si aggiudica il primato dei fatturati, il quadro è molto più drammatico per quel che riguarda la micro e la grande impresa. Se la prima ha registrato una perdita del -2,1%, per la grande si scende addirittura del -8,6%.

Chi ha chiuso in positivo è stata piccola impresa (utile pari allo 0,9% del prodotto), ma soprattutto la media, con un utile parti al 2,9%.

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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