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La miglior performance in classifica è della F.B cave di Rina Brizzi e Gino Mazzi

La miglior performance in classifica è della F.B cave di Rina Brizzi e Gino Mazzi

Nella classifica generale stilata dall’Istituto studi e ricerche, la F.B. Cave srl si aggiudica il primato per le performance generale. Il gioiello di famiglia, presidente del Cda è Rina Brizzi,...

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Nella classifica generale stilata dall’Istituto studi e ricerche, la F.B. Cave srl si aggiudica il primato per le performance generale. Il gioiello di famiglia, presidente del Cda è Rina Brizzi, consigliere il marito Gino Mazzi patron della Furrer (nel consiglio c’è anche Pierluigi Tioli) ha un valore aggiunto di oltre 6 milioni di euro e la migliore performance del 2010. Un risultato che arriva dal raggruppamento di tutti gli indicatori utilizzati dall’Isr per le varie classifiche: dal fatturato all’utile di esercizio, dal valore aggiunto al Roi fino al grado di capitalizzazione, il rapporto cash flow/fatturato e la copertura degli oneri finanziari. Parametri da addetti ai lavori, che hanno portato però a un risultato finale che vede l’azienda del marmo F.B. al primo posto della graduatoria generale, con una media generale di 520 punti su un massimale di mille. A seguire Generale Beverage e PA Engeneering (ditta che si occupa di servizi e consulenza per edilizia e lavori pubblici, che si era piazzata prima lo scorso anno).

Anche da questa graduatoria risulta come il settore con le migliori performance nel 2010 sia stato quello del lapideo, ed in particolare l’estrazione.

Un altro aspetto da notare è che, oltre alla F.B cave c’è anche un’altra azienda della coppia Brizzi-Mazzi, ossia la Furrer del patron GinoMazzi che occupa un buon posto in classifica per quel che riguarda le società con valore aggiunto superiore ai 3 milioni di euro: la Furrer nel 2010 aveva totalizzato 6 milioni 246mila euro.

Un segnale importante che attesta, qualora che ne fosse ancora bisogno, la grande lucidità imprenditoriale di Gino Mazzi. E un ulteriore dato che attesta come, nel 2010, per il lapideo soffiassero venti positivi. Un dato che, stando alle anticipazioni fornite durante la presentazione del Osservatorio dei bilanci delle società di capitali, perdurerebbe anche per il 2011.E naturalmente il segno positivo riguarderebbe ancora una volta il mondo dell’estrazione, non quello della lavorazione e del commercio del marmo, settori che sono andati profondamente in crisi soprattutto negli ultimi due anni. Una crisi che - stando agli addetti ai lavori - sembra ancora ben lungi dall’essere superata.

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