La manifestazione
Il Comune si schiera e dice no all’Imu
Il consiglio ha approvato all’unanimità un documento che chiede al Governo di sostituirla con un’imposta più equa
AULLA. Il consiglio comunale, all’unanimità, si schiera contro l’Imu: approvato, senza voti contrari o astensioni, un documento che esprime contrarietà all’Imu, «sigla che evoca i municipi, ma dietro la quale si nasconde, in realtà, una tassa dello Stato che i Comuni non possono neanche riscuotere liberamente».
Pertanto, il consiglio chiede a Parlamento e Governo «di modificare la legislazione sulle nuove forme di imposizione municipale mediante la sostituzione dell’Imu con una imposta più equa sui patrimoni immobiliari e mediante l’esclusione dagli oggetti imponibili delle unità immobiliari danneggiate o rese inagibili a seguito di eventi alluvionali, come quello che ha colpito la città il 25 ottobre 2011».
In sintesi il consiglio, senza distinzione di colore politico, chiede a Monti di sostituire l’Imu con la discussa “patrimoniale” e, soprattutto, di esentare dal pagamento i proprietari delle case alluvionate. Nel breve dibattito che è seguito Matteo Ratti di “Idee in comune” proponeva di unire le forze, coinvolgendo nella richiesta i Comuni liguri colpiti dall’alluvione, mentre il capogruppo del Pdl, Sandro Caponi, usava parole pesanti nei confronti dell’esecutivo guidato da Mario Monti e il sindaco Roberto Simoncini auspicava che i partiti rinuncino ai rimborsi elettorali.
Altro piatto forte della serata era rappresentato dall’approvazione del rendiconto di esercizio 2011, che veniva illustrato dall’assessore al bilancio, Giovanni Chiodetti, il quale sottolineava, innanzitutto, che «nonostante la continua a drastica riduzione dei trasferimenti dello Stato, l’attuale crisi finanziaria e il difficile contesto nel quale versa il Comune dopo il tristemente noto evento alluvionale, la gestione dell’esercizio 2011 si chiude con un segno positivo: avanzo di un milione e 229mila euro».
E questo accade nonostante i tagli dei trasferimenti agli enti locali per i prossimi tre anni (nel 2011 il Comune di Aulla ha subito un taglio di 338mila e 398 euro e per il 2012 subirà una decurtazione di 850mila euro), l’inasprimento delle regole del patto di stabilità e l’impossibilità, di fatto, per gli enti locali di effettuare investimenti.
Di particolare interesse, poi, c’è il fatto che «è stato deciso - ha esposto Chiodetti - di non incrementare i tributi comunali e le tariffe dei servizi a domanda individuale (quali, ad esempio, asilo nido, mense e trasporti scolastici), ma di puntare sul recupero di evasione ed elusione di Ici e Tarsu»; a tale proposito è stato istituito un gruppo di lavoro composto da personale dell’ufficio tributi, ragioneria e urbanistica, che ha raggiunto i seguenti risultati: emissione di mille e 51 accertamenti Ici per un totale di 493.849 euro (120mila incassati, circa il 30%, alla data del 31 marzo scorso) e di 354 accertamenti Tarsu per un totale di 241.873 euro (102mila incassati, circa il 42%, sempre alla data 31 marzo 2012).
Le minoranze consiliari, però, votavano contro ed erano ancora Ratti e la capogruppo della Lega Nord, Roberta Semeria, a intervenire. Il primo definiva il bilancio «assolutamente ingessato, dove la parte del leone è fatta dalle spese per il personale ed il finanziamento dei debiti pregressi fuori bilancio. L’avanzo di gestione - proseguiva Ratti - non deve ingannare, visto che parte della cifra è stata raggiunta grazie al computo delle donazioni proalluvione di privati».
Semeria, invece, ricordava all’amministrazione comunale che «l’avanzo evidenziato in un importo molto importante, di fatto, è disponibile solo per poche migliaia di euro».
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