Il Tirreno

Ospedale: 80 al lavoro, nessun apuano

Ospedale: 80 al lavoro, nessun apuano

La Cisl: appalti solo a ditte di fuori provincia, per la Strada dei Marmi solo 5 operai locali. E la disoccupazione esplode

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MASSA. Drammatici gli ultimi dati sulla disoccupazione. Se le statistiche ufficiali attestavano, lo scorso anno, intorno al 10%, le stime elaborate dalla Cisl per questa prima parte del 2012 sono ancora più fosche. «Risulta che moltissima gente non lavora o non ha mai lavorato, donne in primis; in pratica accade che i dati sulla disoccupazione non siano reali; fanno semplicemente riferimento a quanto viene registrato dagli uffici preposti in base a chi si fa vivo, a chi si registra. Se qualcuno non si fa vivo o non va praticamente non è incluso e quindi , per la statistica, non conta, non vale. Alla fine si accettano i dati per quello che sono e per il fatto che vengono ripetuti: è pertanto non irrealistico ipotizzare un tasso di disoccupazione – tutto compreso - che superi il 20%, 25%», dice Andrea Figaia, segretario provinciale del sindacato.

Ma in questo quadro difficilissimo in cui si sta creando una miscela esplosiva tra aumento della disoccupazione, aumento delle tasse, blocco degli investimenti pubblici e privati, c’è ancora di più. Un ennesimo segnale «inquietante», come lo definisce la stessa Cisl: qui in zona opere pubbliche anche di rilievo ci sono, cantieri aperti se ne vedono.Ma in essi non lavorano maestranze locali. Tutta gente di fuori.

Il caso più clamoroso, denuncia la Cisl, è la Strada dei marmi, maxi opera da oltre 100 milioni di euro da poco terminata e inaugurata. Ebbene, secondo il sindacato la ditta appaltatrice e le varie aziende che hanno a vario titolo operato nei cantieri «hanno utilizzato, al massimo dello sforzo produttivo, circa 120, 130 lavoratori. Meno di cinque erano apuani». In altre parole, lavoro sì, ma solo per gente di fuori provincia. Semplicemente le varie ditte si sono portate dietro i mestieranti. «Si dirà – ragiona la Cisl – che molti avevano una professionalità specifica per lavorare dentro le gallerie o per determinate lavorazioni, ma alla fine poi il numero degli occupati diciamo locali doveva essere ben maggiore».

La stessa cosa sta succedendo per il nuovo ospedale di viale Mattei. Della struttura si vedono ormai i contorni, l’opera va avanti con celerità dopo i ritardi e le polemiche degli anni scorsi, la scorsa settimana è iniziato il montaggio di alcune vetrate. In quel cantiere, però, non ci sono massesi (o carrarini o montignosini». Da

alcune verifiche, sostiene ancora la Cisl «risulta che siano occupati nella costruzione del nuovo ospedale almeno una ottantina di persone di cui locali sembra, ne siamo ragionevolmente sicuri nemmeno una. Nel giro dei vari sub-appalti la gestione operativa dalla Astaldi è stata sub-appaltata ad una azienda bresciana. Evidentemente, anche in questo caso si tratterà di una costruzione difficile, particolare, che richiede professionalità e competenze specifiche... Ma è possibile che anche in questo caso non abbiamo in zona lavoratori adatti ?»

Figaia ricorda come il suo sindacato aveva denunciato sia in Regione sia al Distretto lapideo che l’utilizzo di marmi locali non era stato inserito nel nuovo ospedale producendo così un danno alle imprese locali. L’assenza di manodopera apuana nel cantiere è una ulteriore conferma di questo trend. «Forse è la conclusione del segretario – in questo momento congiunturale così difficile è davvero il caso di impegnarci in questo povero Territorio».

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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