Il dolore
Il Pdl: «Una coop e poi asta pubblica per la San Carlo»
Per il consigliere Benedetti l’amministrazione fa bene a procedere sulla strada della revoca della concessione
MASSA. «Ha ragione il sindaco nel procedere per il ritiro della concessione della San Carlo, sbaglia quando ventila l’ipotesi di un successivo rilascio a trattativa privata. Le leggi regionali parlano chiaro». Il giudizio è del consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti che non si limita però a fare l’osservatore nella recente querelle che ha visto di fronte Pucci e il Pd. Per Benedetti le «tappe obbligatorie e naturali da percorrere per arrivare al rilancio del marchio San Carlo sul mercato», sono queste.
1)Dichiarazione di decadenza della concessione;
2)Costituzione di una cooperativa ad hoc tra le maestranze per la ripresa o continuazione dell' attività lavorativa; 3)Avvio di procedura di evidenza pubblica per il rilascio della concessione di coltivazione e utilizzazione dell' acqua minerale .Benedetti mostra la legge regionale che parla appunto di procedura di evendenza pubblica per la concessione e si afferma che la «concessione non può , in nessun caso, essere rilasciata al richiedente che sia in stato di liquidazione, concordato preventivo, fallimento o versi in altra condizione ad essi equiparata, grave crisi economica o crisi di liquidità o qualora il richiedente risulti non aver ottemperato agli adempimenti relativi i contratti collettivi di lavoro applicabili ( per inosservanza contratti di lavoro). Nel nostro caso, la concessione decaduta, non potrà essere rilasciata nuovamente alla Società Vichi, visto che ha pogato gli stipendi», asserisce Benedetti.
E la coop? «E’ prevista nella legge proprio come affidamento temporaneo di non oltre 30 mesi in attesa che si esplichi la gara pubblica, che ovviamente richiede il suo tempo - conclude Benedetti - Chiedo al sindaco Pucci di esaminare gli atti, in particolare i dettami della legge regionale e di promuovere la costituzione dell coop dei lavoratori».
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