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Caldaie, gabella di 70 euro

Secondo il consigliere Benedetti però Master non doveva inviare la richiesta

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«La Master non doveva inviare quella richiesta di 70 euro anticipati per il controllo caldaie. La lettera inviata a migliaia di cittadini cozza con i dettami della Corte di Cassazione e se vogliamo anche del buon senso», La denuncia parte dal consigliere del Pdl Stefano Benedetti che si è fatto portavoce della protesta di alcuni cittadini.

Master, nella lettera dice in sostanza: «(..) In base ai dati in nostro possesso, risulta che Lei non ha autocertificato il suo impianto termico per il biennio ( … ) per cui la verifica da parte dei nostri tecnici sarà d'ufficio, come stabilito dalla legge ( … ) e comporterà un onere a suo carico, da pagare prima della data della verifica tramite bollettino postale precompilato allegato alla presente ( 70 euro), e la cui ricevuta dovrà essere mostrata al tecnico verificatore». Secondo Benedetti la procedura è del tutto anomala. »Non è previsto che un cittadino sia chiamato a pagare l' onere di un servizio prima che questo sia reso, quasi da ipotizzare in questo modo una sorta di abuso d'ufficio - attacca -Nel merito bisogna considerare che queste ispezioni avvengono sulla base della presunzione che il cittadino non sia in regola con i controlli annuali e molto spesso in questi casi, accade che al momento della verifica, lo stesso, risulti invece essere in regola e quindi avente diritto alla restituzione di quanto versato al Comune. Sulla base della legge in vigore e come confermato e stabilito dalla Sentenza della Cassazione Sez. Un. Civili, 16 marzo 2007, n. 6074 - in questi casi " nulla è dovuto dal singolo cittadino" se non la ripartizione equa dei costi sostenuti per il servizio tutto ( bollino biennale ).

Per la Corte in sostanza, si tratta di un onere che potrebbe definirsi " paratributario", imposto agli utenti degli impianti termici individuali in ragione del rischio ambientale, che una cattiva gestione dei medesimi comporta, e dei conseguenti costi che ne possono derivare alla collettività : di qui la necessità che i costi dell' attività di prevenzione, affidata agli enti locali mediante l' esercizio degli opportuni controlli, gravino sull' utenza interessata. Benedetti dunque chiede al sindaco Pucci di intervenire. i 70 euro anticipati per il controllo caldaie. La lettera inviata a migliaia di cittadini cozza con i dettami della Corte di Cassazione e se vogliamo anche del buon senso», La denuncia parte dal consigliere del Pdl Stefano Benedetti che si è fatto portavoce della protesta di alcuni cittadini.

Master, nella lettera dice in sostanza: «(..) In base ai dati in nostro possesso, risulta che Lei non ha autocertificato il suo impianto termico per il biennio ( … ) per cui la verifica da parte dei nostri tecnici sarà d'ufficio, come stabilito dalla legge ( … ) e comporterà un onere a suo carico, da pagare prima della data della verifica tramite bollettino postale precompilato allegato alla presente ( 70 euro), e la cui ricevuta dovrà essere mostrata al tecnico verificatore». Secondo Benedetti la procedura è del tutto anomala. »Non è previsto che un cittadino sia chiamato a pagare l' onere di un servizio prima che questo sia reso, quasi da ipotizzare in questo modo una sorta di abuso d'ufficio - attacca -Nel merito bisogna considerare che queste ispezioni avvengono sulla base della presunzione che il cittadino non sia in regola con i controlli annuali e molto spesso in questi casi, accade che al momento della verifica, lo stesso, risulti invece essere in regola e quindi avente diritto alla restituzione di quanto versato al Comune. Sulla base della legge in vigore e come confermato e stabilito dalla Sentenza della Cassazione Sez. Un. Civili, 16 marzo 2007, n. 6074 - in questi casi " nulla è dovuto dal singolo cittadino" se non la ripartizione equa dei costi sostenuti per il servizio tutto ( bollino biennale ).

Per la Corte in sostanza, si tratta di un onere che potrebbe definirsi " paratributario", imposto agli utenti degli impianti termici individuali in ragione del rischio ambientale, che una cattiva gestione dei medesimi comporta, e dei conseguenti costi che ne possono derivare alla collettività : di qui la necessità che i costi dell' attività di prevenzione, affidata agli enti locali mediante l' esercizio degli opportuni controlli, gravino sull' utenza interessata. Benedetti dunque chiede al sindaco Pucci di intervenire.

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