Proteste
Sparatoria al Borgo, Mignani non parla
MASSA. Gli inquirenti sono convinti che a scatenare l’ira di Mauro Mignani, ex sindacalista della Sabed di 48 anni, fino ad armargli la mano, sia stata una battuta di troppo che Mirco Dell’Amico,...
MASSA. Gli inquirenti sono convinti che a scatenare l’ira di Mauro Mignani, ex sindacalista della Sabed di 48 anni, fino ad armargli la mano, sia stata una battuta di troppo che Mirco Dell’Amico, Renatone, gli ha fatto quando lo ha incontrato nel bar vicino a casa sua tre ore prima della sparatoria. Una battuta che però ha le radici in precedenti rancori che Mignani covava nei confronti di Dell’Amico o di qualcuno della compagnia del quarantenne. L’impressione degli inquirenti poi è che l’ex sindacalista non avesse intenzione di uccidere – anche se per dire una parola definitiva occorre attendere l’esito degli esami balistici – ma solo di spaventare Mirco. Nella colluttazione, il primo sparo è stato un errore, mentre gli altri due colpi messi a segno Mignani li avrebbe esplosi per paura della reazione del suo avversario. Reazione che c’è stata e che lo ha costretto a subire un’operazione all’orbita dell’occhio destro ieri mattina all’ospedale di Pisa.
Prima di finire sotto i ferri, però, l’ex lavoratore della Bario Solvay, ha ricevuto in ospedale la visita del gip Giuseppe Laghezza. Mignani si è però avvalso della facoltà di non rispondere, anche perché le sue condizioni di salute non gli permettono ulteriori stress. Convalidato l’arresto. Anche la moglie Maura, in manette con l’accusa di detenzione di droga, è stata sentita dal gip. Per lei niente carcere, ma un semplice obbligo di firma.
Nei prossimi giorni il sostituto procuratore Vito Bertoni ascolterà “Renatone” Dell’Amico: il quarantenne non è indagato, avrebbe agito per legittima difesa, ma il pm vuole capire cosa si sono detti lui e Mignani nel bar. E soprattutto vuole sapere chi c’era nel locale. Se collaboreranno sia i clienti sia il titolare saranno testimoni importantissimi.
Ma è soprattutto la versione che fornirà l’ex sindacalista a interessare agli inquirenti. Lui, incensurato, dovrà anche spiegare perchè aveva della droga in casa, perchè aveva una pistola, quale la causa scatenante della sua aggressione. L’inchiesta, insomma, deve ancora svilupparsi e gli spunti investigativi finora raccolti devono essere rinforzati. Tra questi, non sembra reggere la pista del mandante: Mignani non sarebbe andato con la sua pistola.
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