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Mirteto, la commissione “assolve” Renzo Fialdini

Mirteto, la commissione “assolve” Renzo Fialdini

Ecco la relazione “secretata” acquisita dal tribunale dopo la richiesta dei legali «Massa Servizi ha mal gestito le funzioni di custodia del forno e dei cimiteri»

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MASSA. I carabinieri sono andati in Comune e hanno acquisito la “relazione conclusiva della commissione di indagine sulla vicenda dei cimiteri”, così si chiama il documento redatto dai capigruppo dei partiti che hanno investigato sull’affaire cremazioni. I militari si sono fatti consegnare, come richiesto dal tribunale, anche i documenti (tre) di maggioranza e opposizioni presentati dopo la seduta a porte chiuse del consiglio comunale che ha discusso il caso che ha fatto finire alla ribalta nazionale Massa e il camposanto di Mirteto. Saranno valutati sia dal collegio giudicante (Puzone, Aracri e Ferri) sia dal pm Federico Manotti e infine dalle difese degli imputati. Soprattutto dai legali dell’ex funzionario Renzo Fialdini, responsabile del settore cimiteri, gli avvocati Adriano Martini e Roberto Iacopetti. Del resto sono stati loro a chiedere l’acquisizione di quei documenti. E leggendoli si capisce anche perché: i consiglieri che hanno svolto l’indagine nella loro relazione non danno mai la responsabilità a Fialdini, ma puntano il dito contro l’intera macchina amministrativa. Macchina amministrativa che dal 20 ottobre 2004, giorno in cui è stato messo in funzione il forno crematorio al Mirteto, è stata protagonista di una serie di passi tutti volti in direzione di Euroservizi. E a discapito di un’altra società, la Saie, che sentendosi danneggiata si era poi rivolta al Tar. E dopo lo scandalo ha preso in gestione il sistema cimiteriale massese. Fialdini, insomma, era l’ultimo anello di una catena ingarbugliata come una matassa di lana usata da mani inesperte.

Le audizioni. Sono andati a rilento i lavori della commissione d'indagine comunale sullo scandalo dei cimiteri. Nel corso dell'inchiesta amministrativa sono stati ascoltati personaggi importanti (per la vicenda) come Renzo Fialdini, il dipendente comunale che aveva la responsabilità dei cimiteri e del controllo di Euroservizi, la società incriminata per il servizio del crematorio. Poi è toccato a Giulio Andreani essere ascoltato dalla commissione, come presidente di Massa Servizi. Fialdini nel corso dell'audizione in Comune aveva rigettato le accuse ribadendo le responsabilità dei controlli affidate a Massa Servizi. Andreani invece aveva difeso l'operato della società partecipata dal Comune. Ma la commissione, a differenza della procura, ha puntato il dito su Massa Servizi e non su Fialdini. Tanto che scrive: «Appare alla commissione di indagine che la società Massa Servizi, in seguito all'affidamento dei servizi cimiteriali da parte dell'amministrazione, ha gestito le funzioni di custodia in maniera non del tutto aderente alla normativa specifica. Questa non completa rispondenza alle norme si è manifestata attraverso una non conforme gestione dei registri cimiteriali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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