Attenzione
Erosione, arriva la sabbia a Ronchi
Un mese per salvare la stagione, si correggono i geotubi, riempiti 100 nuovi sacchi. E la Provincia annuncia il ripascimento
MASSA. Dici Primo maggio e pensi alla tintarella e ai bambini che scorazzano in spiaggia. Peccato, però, che a Ronchi tocchi rinunciare alla tradizione.
Per l'inaugurazione della nuova stagione balneare bisognerà aspettare ancora: battenti chiusi per una ventina di stabilimenti, neanche un granello di sabbia, nessun asciugamano steso. La spiaggia se n’è andata, divorata dal mare e a poco sono serviti i geotubi che dovevano trattenere l’erosione. Immagine triste per un litorale e un territorio che, in piena crisi occupazionale, guarda al turismo come (unico?) volano dell'economia.
Vero, però, che una buona notizia c’è: i lavori di difesa dal litorale sono ripresi e – a quanto pare – di buona lena. Non nuovi interventi, ma le fatidiche correzioni ai geotubi che – ormai è assodato – qualche problemino lo avevano dato, eccome. Del resto a fugare ogni dubbio sul tema ci ha pensato la Regione Toscana: rimediare agli errori prima di fare anche un solo passo avanti. Ora le correzioni sono in corso, la ditta è all’opera e – un bel sospiro di sollievo per i balneari – un centinaio di setti è stato riempito e presto (da mercoledì) i sacchi finiranno in mare: andranno a riempire le interruzioni nei geotubi, quelle evidenziate dai balneari con foto aeree e subacquee e confermate dai tecnici dell'università fiorentina. Insomma, i lavori procedono affinchè la sabbia, che presto dovrebbe arrivare, non finisca ancora una volta preda delle onde.
La conferma ufficiale dell’arrivo del ripascimento è targata Palazzo ducale: è il direttore dei lavori, l’ingegner Stefano Michela, ad assicurare che «la sabbia arriverà perché, soprattutto dopo le mareggiate, siamo in emergenza». Un ripascimento questo diverso da quelli tampone a cui Ronchi si è abituato negli anni: un anticipo (dopo quello della primavera 2011) del mega ripascimento di fine lavori. In altre parole: quei metri cubi di sabbia verranno sottratti dal totale preventivato nel capitolato d'appalto del progetto antierosione. E i geotubi «rivisti e corretti» dovrebbero proteggere quei milioni di granelli. Certo il tempo, per verificare a pieno che i setti “aggiustati” funzionino, non c’è: «Dobbiamo fare le due cose contemporaneamente – puntualizza l'ingegner Michela – posare i sacchi e portare sabbia. I balneari condividono questa scelta». La ditta, prosegue il direttore dei lavori, «ha già riempito 100 setti. Dal 2 maggio, condizioni meteorologiche permettendo, inizierà la posa. E quindi il ripascimento».
Ancora da definire, però, le modalità di realizzazione: «La decisione spetta alla ditta. Per le vasche 3 e 4 (quelle dal bagno Pupa e Mocambo al Magliano ndr.) – ipotizza il diretore dei lavori – potremmo pensare anche ad un ripascimento via terra (con l’utilizzo dicamion)».
Per il tratto di litorale più in sofferenza, quello che si stende dal torrente Magliano verso Poveromo, alle prese con stabilimenti chiusi e spiaggia scomparsa, invece, le soluzioni prospettate sono due: la sabbia potrebbe arrivare via mare, su un pontone o potrebbe essere una draga “a spararla” a riva, come suggeriscono i balneari. La decisione dovrà, comunque, arrivare a breve: il primo giugno inizia la stagione e per quella data, a meno di una deroga di Palazzo civico, i lavori dovrann fermarsi. Il tempo stringe: rimane un mese tondo tondo per rimediare agli errori nell'esecuzione dei geotubi, posare i setti e portare sabbia.
In altre parole: salvare il litorale e la stagione.
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