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Applausi e commozione per Maternity Blues
Pienone allo Splendor per il film del regista colonnatese Fabrizio Cattani E tra qualche lacrima e “orgoglio apuano” il pubblico promuove la pellicola
MASSA. Applausi, orgoglio apuano e commozione alla multisala Splendor per la prima diMaternity Blues, il film sulle madri assassine del regista carrarese (di Colonnata) Fabrizio Cattani, girato in gran parte a Massa. La sala, venerdì sera, per la prima nazionale ufficiale, era gremita. Molti avevano già prenotato da giorni il posto, altri si sono affannati all’ultimo momento per recuperare gli ultimi biglietti. Alla presentazione erano presenti, oltre al regista, anche i sindaci Roberto Pucci e Angelo Andrea Zubbani, l’assessore provinciale alla Cultura Lara Venè, il vicepresidente della Provincia Fabrizio Magnani, molti consiglieri comunali.
Quando il regista entra nella sala parte un applauso, segno di orgoglio cittadino. Poi, la proiezione del film. Un’ora e quaranta passati con il fiato sospeso. Cento minuti per raccontare con estrema semplicità e rara neutralità morale la storia di quattro donne che hanno ucciso il proprio figlio. Tema duro, difficile, quasi un tabù, quello della depressione post-partum che Cattani tratta con obiettività e molta sensibilità. Come ci è riuscito? «Vivendo. – risponde – mi sono accorto che viviamo in una società in cui i problemi vengono deformati e giudicati moralmente senza tentativi di comprensione. Ho cercato quindi di mostrare anche quello: le verità nascoste, le sofferenze celate».
Il film finisce. Applausi. Passano i titoli di coda e parte un altro applauso. Il film è piaciuto. Agli amministratori – «Davvero molto bello», commenta il sindaco Pucci; «stupisce che sia proprio un uomo a tentare di comprendere le donne con grande sensibilità su un tema così difficile come l’infanticidio», dice entusiasta l’assessore Venè – e anche al pubblico.
«Mi sono completamente immersa nel film e mi sono emozionata dall’inizio alla fine. Lo riguarderei», dice una «Non mi aspettavo tanta sensibilità per un tema tanto forte. Il film va oltre l’apparenza e cerca di capire il dolore. Belle le musiche, i tempi. L’attrice protagonista (Andrea Osvart) è favolosa: ha gli occhi veramente espressivi. Poi è comunque una fonte di orgoglio vedere al cinema le strade della nostra città, i luoghi dove passiamo ogni giorno», commenta Marta Santucci, trentenne, madre di un bambino.
«Io vado ogni settimana al cinema: è la mia seconda casa e posso dire che Fabrizio Cattani è stato davvero un grande – commenta Mirko Bardazzi – E questo ci nobilita perché è della nostra zona».
Il film, dunque, già promosso dalla critica (premiato, tra l’altro, al Festival di Milano e al “Tonino Guerra” per la miglior sceneggiatura e per l’interpretazione della Osvart) e nelle recensioni sulla stampa supera dunque anche la prima prova davanti al pubblico. «Speriamo – commenta Adolfo Drago, direttore di produzione – che il successo continui affinchè possa rimanere più a lungo nei circuiti e portare Massa in tutta Italia».
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