Il Tirreno

a teglia

Si impicca dentro al cimitero

La tragedia di un imprenditore: dalla vita brillante alla depressione

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MULAZZO. Ha parcheggiato la macchina fuori dal cimitero di Teglia, giovedì, nel bel mezzo di un pomeriggio assolato.

È entrato e, con una corda che aveva portato con sé, si è impiccato alla scala a pioli appoggiata alla cappella. Lo hanno trovato così, ormai privo di vita, le donne che, a quell'ora stavano uscendo dal cimitero dopo aver visitato i loro cari. Una vita brillante. Un'attività imprenditoriale, tante soddisfazioni e parecchi soldi. Che a un certo punto sono finiti, così come le sue due storie d'amore importanti, con la moglie e la convivente con cui si era riaccompagnato. La crisi personale, economica, può essere stato il motivo centrale di questo gesto tragico, oppure una concausa. In ogni caso, a un certo punto, tutto per il sessantenne lunigianese è crollato. Ed è cominciato il tunnel della depressione: l'attività cessata, i beni personali venduti e le notti passate a dormire in macchina. Lui, un tempo conosciutissimo per l'attività di imprenditore si è trovato all'improvviso senza niente.

Villafranca è scossa per il suicidio di una persona solare, vivace che ha sempre mostrato grande voglia di vivere. Tutti lo ricordano come una persona brillante, che percorreva la sua vita con la stessa velocità della sua auto. Un successo che si era protratto fino all'inasprirsi della recente crisi economica, come tanti piccoli imprenditori aveva dovuto cedere l'attività. Da qui in poi il punto di non ritorno. La depressione aveva preso il sopravvento su uno spirito allegro, facendolo cadere in una spirale di oblio che lo ha portato al gesto estremo.

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