Finanza
Rischia di partorire in ambulanza
La mamma non ce l’ha fatta a raggiungere l’Opa, Aurora è nata all’ospedale Sant’Andrea della Spezia
FIVIZZANO. Ha rischiato di nascere per strada la piccola Aurora. Se il suo papà non avesse avuto la prontezza di chiamare in aiuto il 118, la piccola avrebbe emesso il primo vagito durane il tragitto che da Moncigoli, nel comune di Fivizzano, doveva portarla all’Opa di Montignoso. Tutto è finito bene: la piccola ha visto la luce all’ospedale Sant’Andrea di Spezia dove il 118 ha accompagnato la partoriente.
Da quando sono stati chiusi i punti nascita lunigianesi, prima Fivizzano e un anno fa a Pontremoli, è sempre più frequente che avvengano parti in auto o ambulanza nel lungo tragitto che separa la Lunigiana dal punto nascita provinciale del materno infantile di Montignoso. Ieri solo per un soffio un altro neonato ha rischiato di emettere i suoi primi vagiti in ambulanza.
Si tratta della piccola Aurora, figlia di Laura Ginesi e Paolo Rossi, coppia residente a Moncigoli di Fivizzano, che è giunta in tempo all'ospedale Sant'Andrea di La Spezia per nascere assistita dal personale medico.
La signora Laura, attorno alle 6 di ieri mattina ha perso le acque, segnale che da li a poco stava per dare alla luce il suo secondogenito. Quindi, il tempo di prepararsi e alle 7 mentre cominciavano i primi dolori è salita in auto col marito Paolo per dirigersi verso l’Opa Materno Infantile di Montignoso.
Ma giunti in prossimità di Aulla avendo riscontrato problemi al traffico causati anche da interruzioni per lavori la coppia ha telefonato al 118 chiedendo assistenza. Così nelle vicinanze di Aulla la signora Laura è stata prelevata da un'ambulanza con medico a bordo della Croce Bianca di Aulla che però considerata la situazione ha optato per raggiungere La Spezia molto più vicina rispetto a Montignoso. Una scelta che è risultata azzeccata considerato che appena giunti nel reparto di maternità del nosocomio spezzino è avvenuto il lieto evento con l'arrivo di Aurora, che al momento della nascita pesava 3 chili e 700 grammi.
E ancora una volta ecco riaccendersi le critiche da quanti vorrebbero la riapertura del punto nascita di Pontremoli e che non ne hanno mai digerito la chiusura.
Giovane Italia: si riapra il punto nascita «Dopo i parti in ambulanza, per strada, verificatisi nei mesi scorsi- scrive il coordinatore provinciale di Giovane Italia Matteo Mastrini e quello comunale di Aulla Juri Gorlandi- col fatto avvenuto ieri si è verificata un'altra situazione di rischio per la mamma e per il nascituro. Questa è l'ennesima dimostrazione della scelleratezza della chiusura del punto nascite di Pontremoli. Le famiglie lunigianesi e i nascituri meritano rispetto. Si tagli altrove e non si tocchino i diritti fondamentali dei cittadini: l'Asl 1 di Massa Carrara, che ha 300 milioni di euro di buco di bilancio- dicono Mastrini e Gorlandi- si permette un esercito di 776 dirigenti, mentre le preziose figure degli infermieri e degli operatori sanitari vengono tagliate, con una retribuzione media di 85mila euro Vogliono far pagare il conto ai cittadini?»(r.l.)
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