Il Tirreno

Il progetto Concordia sul tavolo di Nca

di Cinzia Carpita
Il progetto Concordia sul tavolo di Nca

Lo ha consegnato il sindaco: vuole una veloce risposta sulla fattibilità dei lavori. Poi incontro in Regione e a Roma

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CARRARA. Il 18 maggio le istituzioni locali e la Regione metteranno sul tavolo del sottosegretario De Vincenti presso il ministero dello sviluppo economico, il caso Nca con le ultime novità: il sindaco Zubbani pretende dalla dirigenza del cantiere, alla quale ieri ha consegnato il “dischetto” col progetto Concordia, di sapere nel giro di pochi giorni se lo stabilimento è in grado di realizzare in poco tempo opere di carpenteria legate alla rimozione della nave incagliata al Giglio (si parla di 17 cassoni per far galleggiare lo scafo); e nel caso che l’ad Mor e la proprietà dicano sì, la parola successiva passerà alla Titan-Micopieri che ha vinto l’appalto per la Concordia: infatti per il 3 o 4 maggio il governatore della Regione, Enrico Rossi intende convocare i sindaci di Carrara, Livorno e Piombino (la cosiddetta “santa alleanza” per far lavorare attorno alla Concordia i 3 cantieri toscani), e la Titan-Micoperi. La decisione definitiva spetta ai soggetti imprenditoriali: l’esito di questo incontro verrà poi comunicato a Roma. La rsu di Nca ha chiesto un incontro alla dirigenza, sulla questione Concordia.

Quindi un’operazione politica a imbuto, verso il 18 maggio, è quella che è stata illustrata ieri mattina, all’assemblea di lavoratori Nca, da Rossi e dal sindaco Angelo Zubbani. Oltre al fatto che ovviamente a Roma, sindacati e istituzioni locali continueranno a chiedere che venga fatta costruire a Nca anche la seconda nave Rfi opzionata dalle Ferrovie (ma ci sono flebili speranze che il governo dia i finanziamenti), e che si facciano passi avanti per il nuovo assetto societario. Tutto ciò contro il rischio della messa in liquidazione del cantiere a fine anno.

La possibilità di fare intanto lavori per il recupero della Concordia, darebbe qualche mese in più di ossigeno al cantiere, ma senza perdere di vista l’obiettivo di salvare (e non solo temporaneamente) lo stabilimento e dargli stabilità per il futuro. «Ma non possiamo più affidarci all’inerzia della proprietà», ha detto Zubbani all’assemblea, riferendosi a Invitalia, e facendo intendere che la ricerca di partner privati per Nca potrebbe passare direttamente anche attraverso la Regione e il “livello locale”. Il sindaco ha ribadito la necessità che la Regione accompagni il percorso di Nca entrando nel pacchetto azionario.

E Rossi non si è tirato indietro: «Non rinneghiamo le promesse fatte, purché alle condizioni prestabilitè, di accompagnamento e di ricerca di un imprenditore. Non si può chiedere ai cittadini di pagare lo sbilancio economico del cantiere». Come dire che la Regione è disposta a mettere soldi nell’operazione salvataggio, se ci sono le garanzie di un risultato. «Qui si deve continuare e fare e sistemare navi. E’ una battaglia nazionale», che concluso Rossi che in un primo tempo aveva detto di non poter partecipare all’incontro del 18 a Roma («ci sarà l’assessore Simoncini»), poi ha disdetto un impegno annunciando «il 18 io sarò là», accontentando le richieste emerse in assemblea, dove hano parlato anche le segreterie Uilm (il nazionale Gini), Fiom (il nazionale Alessandro Pagano), e Fim (il provinciale Marco Battistini). Nel mirino governo e a Invitalia.

Una delegazione di lavoratori, si è recata a Forte dei Marmi in mattinata dove c’era un intervento dell’ex ministro Altero Matteoli, a cui hanno ricordato le sue passate promesse per la seconda nave Rfi a favore di Nca. I lavoratori hanno anche ricevuto in cantiere la visita del segretario nazionale dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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