Il dolore
«Sono dimezzati gli incassi rischiamo di chiudere»
MASSA. La strada dei disperati dimenticati da tutti. Così si sono auto-etichettati i commercianti di via Girolamo Guidoni, la strada che collega Piazza Aranci a piazza Mercurio.Disperati, perché...
MASSA. La strada dei disperati dimenticati da tutti. Così si sono auto-etichettati i commercianti di via Girolamo Guidoni, la strada che collega Piazza Aranci a piazza Mercurio.Disperati, perché hanno visto dimezzare le vendite dall'inizio dei lavori e dimenticati da tutti perché, dicono, l'amministrazione non pensa a loro (anche se ha concesso lo sconto della Tarsu). È da questo malessere e disagio collettivo che, nei giorni scorsi, hanno dato vita a una protesta silenziosa affiggendo cartelli nei propri negozi e nella strada con scritto "Questi scavi stanno distruggendo il centro storico" e "Avete tolto il mercato, il traffico e i parcheggi. Cosa inventerete ancora per farci morire?". L'iniziativa è arrivata proprio in occasione della visita guidata alla fornace come strumento di informazione per mostrare i due volti della medaglia: valorizzazione del patrimonio culturale e artistico da una parte, penalizzazione del commercio dall'altra.
«Non abbiamo nulla in contrario agli scavi - spiega Cristina Piccinini, titolare del negozio Le Coccole - anzi, siamo orgogliosi di avere un patrimonio culturale nel nostro territorio. Ma non sono questi i modi per procedere. Hanno chiuso due piazze contemporaneamente, levato i parcheggi e bloccato il passaggio da questa strada. Noi non lavoriamo più. Io ho solo i miei clienti fissi che vengono. Ci avevano detto che sarebbe stato breve il disagio e invece è da ottobre che siamo messi così. Devono trovare una soluzione rapidamente».
«Il commercio in questa strada, come in piazza Mercurio, è stata completamente strozzato dai lavori pubblici. - commenta arrabbiata Silvana Pescaglini , titolare dell'edicola Ricci Franca nella sfortunata via - L'ortofrutticolo non può aprire perché si è trovato gli scavi nel negozio, il bar Bocci ha già chiuso, la pizzeria pure e presto può succedere anche a noi perché veramente non passa più nessuno da questa strada e non si lavora. Dando ordini da dietro una scrivania non capiscono quali siano i veri problemi da risolvere. Dovevano pensarci prima che ci avrebbero messo tutto questo tempo. Devono pianificarli meglio i progetti e ora devono risolvere rapidamente questo problema. Devono incominciare a pensare anche a no». «Ma poi - continua la signora Pescaglini - ci illudono con progetti che nemmeno esistono. Parlano di parcheggi quando ancora non hanno dato l'appalto e non hanno capito dove trovare i soldi. Ci illudono e basta. Come hanno fatto con le piazze dicendoci che il disagio sarebbe stato breve».
(M.C.)
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