Prima bussa, poi spara Tanta paura al Borgo
La vittima, Mirco Dell’Amico, è stato colpito all’addome e in una gamba Si è rialzato e ha preso a pugni Mauro Mignani ferendolo ad un occhio
MASSA. Nonostante i tre colpi di pistola che lo avevano raggiunto all’addome, sulla gamba e su un piede, ha avuto la forza di rincorrere l’uomo che aveva premuto il grilletto per sei volte (le altre tre sono andate a vuoto) contro di lui: lo ha buttato in terra e lo ha massacrato di pugni in faccia. Tanto che quello messo peggio dei due è proprio quello che era armato, visto che rischia di perdere un occhio a meno che all’ospedale di Pisa gli oculisti non riescano a fare il miracolo. È successo tutto nel cuore della notte tra mercoledì e giovedì a Borgo del Ponte. Erano le 2.15 quando Mauro Mignani, ex sindacalista della Bario Solvay bussa alla porta di casa di Mirco Dell’Amico, conosciuto da tutti col nome di Renatone. Lui apre pensando a un controllo dei carabinieri (si trova in stato di detenzione domiciliare per scontare una pena residua) e si trova di fronte una figura oscurata dal buio della notte. Renatone vede anche una pistola (calibro 38) e d’istinto cerca di chiudere la porta. Ma Mignani glielo impedisce mettendo la sua gamba nella fessura. E parte il primo colpo, che colpisce Dell’Amico sulla coscia. Nasce una colluttazione e l’uomo con la rivoltella preme il grilletto a ripetizione, perché il suo avversario è più forte di lui e gli sta strappando l’arma dalle mani. Due proiettili raggiungono ancora Renatone, all’addome e su un piede. Un’altra persona sarebbe stramazzata al suolo, oppure avrebbe tentato di scappare. Ma in casa c’è la compagna di Renatone, Laura, 21 anni, al nono mese di gravidanza. Mirco non rientra per proteggerla e quindi va alla carica, come fanno i tori che vengono feriti nell’arena. È decisamente più potente di Mauro e nonostante il sangue e la gamba malconcia lo insegue. E lo raggiunge dopo pochi metri. Per buttarlo giù basta una spallata. Mignani ormai è in balia di quello che doveva essere la sua vittima. Renatone lo prende a pugni ripetutamente. Tutti colpi assestati con una precisione quasi chirurgica, tra la tempia e l’occhio. Dell’Amico sta per scagliare il colpo decisivo, che probabilmente avrebbe causato danni irreparabili a Mauro, quando riconosce chi gli ha sparato. Si ferma, per non infierire su un uomo che ha famiglia. Anche la sua compagna intanto lo raggiunge in strada, con lei la madre della ragazza che abita nell’appartamento sopra al loro. Il silenzio di Borgo del Ponte è rotto dalle sirene dei carabinieri e delle ambulanze. Tante persone scendono in strada, i sei colpi esplosi e le grida avevano fatto accendere le luci nelle case come succede nei presepi la notte di Natale.
Mignani quando vede le forze dell’ordine cerca di rialzarsi, ci riesce e tenta maldestramente di gettare una scatoletta con 60 proiettili sotto l’auto di Renatone, parcheggiata davanti all’uscio del suo appartamentino. Lo vede un militare, ma lo lascia fare. Tanto quel reperto lo recupererà pochi istanti dopo.
I carabinieri portano i due feriti all’ospedale. Renatone viene operato d’urgenza, l’altro invece ha il volto tumefatto e viene medicato. Probabilmente ha le ossa orbitali fracassate e per questo verrà trasferito a Pisa. Mentre i medici hanno il bisturi in mano una pattuglia dell’Arma va a casa di Mignani. E trova della droga, cocaina già tagliata. La quantità è sufficiente per far scattare la manette anche nei confronti della moglie dell’ex sindacalista, Maura. Stessa accusa per il marito, ma per lui le contestazioni sono anche di tentato omicidio e detenzione di arma da fuoco. Prima della scorsa notte era incensurato. E soprattutto insospettabile. A Massa era conosciuto per il suo impegno politico in Rc.
Ma perché Mauro ha sparato a Renatone? Se lo chiedono sia i carabinieri sia il sostituto procuratore Vito Bertoni. La droga non c’entra. I due si erano visti verso le 23 per caso in un bar. Mirco era passato per chiedere cosa aveva fatto il Real Madrid, dopo aver arbitrato una partita di calcetto. Forse una battuta ha scatenato un rancore profondo in Mauro, oppure qualche bicchiere di troppo gli ha fatto sentire cose mai dette. Fatto sta che tre ore dopo si è presentato alla porta di Renatone. Prima ha bussato nel posto sbagliato, poi ha visto il nome sul campanello. E ha insistito per farsi aprire.
Mauro e Mirco si conoscono, perché in passato hanno anche lavorato insieme. Mignani da qualche anno ha lasciato il posto da impiegato e si è lasciato andare. La droga ha sorpreso anche i suoi compagni di partito («È impossibile», ha detto il consigliere comunale Pier Paoilo Marchi). Renatone invece in passato qualche errore lo ha commesso, ma da qualche tempo ha messo la testa a posto. A giugno inizierà a lavorare all’Asmiu e tra poco diventerà padre per la seconda volta. Ieri all’ospedale, oltre alla compagna, c’era anche l’ex moglie. E gli amici. Lui sorrideva a tutti: «Non è successo niente».
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