Il Tirreno

l’appello per il primo maggio

«Facciamo sciopero dei consumi»

Ligutti (Prc): solidarizziamo con i lavoratori del commercio

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CARRARA. «Per il 1° Maggio facciamo sciopero dei consumi»: a chiederlo è Ernesto Ligutti, di Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra.

Scrive Ligutti: «Nella manovra economica operata dal governo Berlusconi e rafforzata nel decreto “Salva Italia” con le liberalizzazioni degli orari di apertura delle imprese commerciali dal governo Monti sono presenti disposizioni che non hanno nessuna attinenza con la risposta alla crisi economica e finanziaria, ma molto hanno a che vedere sulla tenuta democratica e civile della Repubblica Italiana; in particolare si sottolinea la volontà di attenuare il significato e del valore sociale di alcune festività civili come il 25 Aprile e il 1° Maggio, operazione che avviene anche autorizzando l’apertura delle imprese commerciali per la vendita al pubblico. Vogliamo invece ricordare che la festa del 25 Aprile è il giorno della Liberazione dal nazifascismo e dal ventennio della dittatura. Rappresenta il giorno più caro della Repubblica perché ricorda i caduti per la libertà, l’orrore della guerra, la memoria degli eccidi e dello sterminio, nonché il valore fondante del patto democratico che ha consentito la costruzione di una delle Costituzioni più avanzate al mondo; la festa del 1° Maggio venne proibita e soppressa dal regime fascista con conseguente persecuzione degli attivisti sindacali e dei lavoratori che non rinunciavano a festeggiarlo. Si festeggia in tutto il mondo e vuole significare l’enorme contributo dato dai lavoratori allo sviluppo economico, sociale e culturale dell’umanità, nonché alla tutela della dignità del lavoro». E aggiunge: «Il lavoro per la nostra Costituzione è un valore fondante della Repubblica. Riteniamo che non si possa motivare questo provvedimento con la necessità di aumentare le ore lavorate poiché secondo dati Ocse del 2010 gli italiani dedicano al lavoro 1.778 ore all’anno, esattamente come negli Usa (1.778), ma più dei giapponesi (1.773), australiani (1.686), spagnoli (1.663), britannici (1.647), belgi (1.551), tedeschi (1.419), olandesi (1.337)». Secondo Ligutti, le normative in materia di liberalizzazione di orari di apertura «creeranno una sleale concorrenza a favore della grande distribuzione e aumentando le difficoltà dei centri commerciali naturali e di vicinato. La Federazione della Sinistra sosterrà tutte le iniziative convocate dalle organizzazioni sindacali di categoria delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio turismo e servizi come quelle delle associazione di categoria delle piccole e medie imprese del commercio, turismo, servizi e dell’artigianato che perseguono le stesse finalità, ed invita i cittadini, almeno per un giorno, a non essere solo consumatori, e ad astenersi dagli acquisti per il 1° Maggio solidarizzando con i lavoratori del commercio».

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