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Ex sindacalista e militante di Rifondazione comunista

Ex sindacalista e militante di Rifondazione comunista

Quando gli ex colleghi di Mauro Mignani hanno saputo che aveva sparato a un uomo hanno stentato a crederci. Alla Bario Solvay lo conoscono tutti come una persona perbene, uno di quelli che fai fatica...

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Quando gli ex colleghi di Mauro Mignani hanno saputo che aveva sparato a un uomo hanno stentato a crederci. Alla Bario Solvay lo conoscono tutti come una persona perbene, uno di quelli che fai fatica perfino ad accorgersi che c’è. Sindacalista della Cgil e militante di Rifondazione comunista ha sempre dato una mano agli operai che chiedevano un aiuto o un consiglio. Non è mai stato uno di tante parole, anzi ha sempre preferito il silenzio. Lavorava in ufficio, era un impiegato. Poi qualche anno fa la decisione di licenziarsi, neppure i colleghi hanno mai capito per quale motivo. Di lui i vecchi amici della fabbrica avevano perso le tracce, fino a ieri mattina quando la voce che era finito all’ospedale dopo aver premuto il grilletto per sei volte ha fatto il giro della città. «Ha sempre avuto un carattere un po’ fumino - dice un collega -, probabilmente non ha gradito una battuta. Ma certo che potesse prendere una pistola non me lo sarei mai aspettato».

C’è poi il risvolto della cocaina nascosta in casa, una novità per chi lo conosceva: «La droga? Ma siete sicuri, lui queste cose non le fa. Ha sempre avuto attenzione per la moglie e per le sue figlie, che ama fino all’inverosimile».

Invece i carabinieri la droga l’hanno trovata e per questo è stata ammanettata anche la moglie Maura, che lo stava aspettando a casa.

Dormiva ed è stata svegliata dai militari. Poi si è vista ammanettare.

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