Il Tirreno

Dal prefetto Gabrielli una speranza per Nca

di Alessandra Vivoli
Dal prefetto Gabrielli una speranza per Nca

L’impegno: è giusto che una fase dell’operazione Concordia sia fatta qui L’appello ai lavoratori: fate bene e presto, i tempi saranno fondamentali

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CARRARA. Una speranza per i lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania arriva dalla Concordia, e, ieri, è stata confermata dal prefetto Franco Gabrielli, ad Avenza per inaugurare il nuovo centro territoriale della Protezione civile, di cui lui è responsabile nazionale.

Da Gabrielli una speranza per Nca «Non è un solidarismo di bassa lega - dichiara Gabrielli con la schiettezza della terra di Montignoso di cui è originario - il presidente della Regione Enrico Rossi si sta impegnando concretamente affinchè la farse del recupero, quella relativa alla carpenteria metallica venga fatta a Nca: su questo dovete stare tranquilli, anche se l’ultima parola, trattandosi di una procedura privatistica, spetterà alle aziende aggiudicatrici dell’appalto. Ma noi sappiamo che vogliono fare presto, anche diversificando le varie commesse. E, soprattutto, sappiamo che voi siete in grado di fare presto e bene quel lavoro».

«Siete nei pensieri e nelle priorità che Rossi ha chiesto per il territorio - ha continuato parlando con i lavoratori Gabrielli - E’ assurdo che un’operazione come quella del recupero della Concordia non abbia ricadute su un territorio che ne è stato, suo malgrado, vittima. Non ci trovo nulla di scandaloso o eticamente censurabile nell’impegno del presidente della Regione - continua - Rossi vuole semplicemente che la situazione della Toscana sia tenuta in considerazione. E che realtà produttive come la vostra, con tutta l’esperienza che vi appartiene, possano avere una boccata di ossigeno dal punto di vista lavorativo in un momento così drammatico. E su questo dovete stare tranquilli, ci sarà anche il mio appoggio: da qui alla commessa vera e propria c’è un tratto di strada da seguire che vedrà i Nuovi Cnatieri Apuania fortemente sostenuti. In sostanza chiederemo alle società che si occuperanno dell’operazione Concordia di tenere più che in considerazione la Toscana, e le società che hanno l’expertise per poter essere coinvolte direttamente nelle varie fasi operative».

Il colloquio con i lavoratori La disponibilità del prefetto Franco Gabrielli è stata subito molto evidente. Loro, i lavoratori di Nca fermi nel piazzale dell’ex Cat dietro al loro striscione, prima hanno parlato a lungo con il vescovo Giovanni Santucci: «Faccia un miracolo», gli hanno detto.

E poi, si sono rivolti al capo della protezione civile: «Io sono di Montignoso» gli ha detto uno dei lavoratori»; «A sen in dò» ha risposto Gabrielli. E poi ha accolto l’appello dei rappresentanti del cantiere, Giulio Marchi e Emanuele Peselli: «Stiamo attraversando un periodo difficile, ci sono troppe incertezze sul futuro. Per questo rinnoviamo il nostro impegno a partecipare alle operazioni relative al recupero della nave Concordia».

Gabrielli ha esposto con grande chiarezza la situazione, ammettendo anche di non poter intervenire sull’altro impegno richiestogli dalle tute blu, ossia un passaggio con il ministro Corrado Passera per la seconda nave Rfi: «Su questo io non ho margine di intervento».

E infine Gabrielli si è rivolto direttamente ai lavoratori presenti mettendo da parte la diplomazia e parlando fuori dall’ufficialità: «Voi dovete fare quello che sapete fare, e farlo bene: le aziende aggiudicatarie dell’operazione Concordia sui tempi vogliono rimanere strettissime. Proprio oggi avremo una verifica importante, le risposte delle sui quesiti ambientali».

«Qui si è realizzata la cittadella della Protezione civile» Dall’impegno, confermato, a fianco del presidente Rossi per fare in modo che una commessa dell’operazione Concordia sia realizzata dai Nuovi Cantieri Apuania, agli elogi al modello carrarese di Protezione civile.

«Qui io vedo realizzata quella cultura della protezione civile che sto praticando in tutta Italia- ha dichiarato nel suo intervento nel nuovo capannone che ospiterà i mezzi di soccorso gremito di volontari - A Carrara ci sono state tre componenti fondamentali che hanno agito insieme: un’amministrazione attenta, l’impegno dei volontari e quello dei privati che hanno contribuito affinchè tutto questo si realizzasse».

«Il territorio - e lo abbiamo visto da ultimo nella nostra Lunigiana - ci mette ormai di fronte degli eventi tragici. L’impegno, da parte di tutti, deve essere nella prevenzione, nella conoscenza e nel rispetto dell’ambiente: questa è la cultura che bisogna avere, e che bisogna far passare ai giovani, nelle scuole. Questa lezione Carrara mi sembra che l’abbia già fatta sua. E per me è davvero una grande soddisfazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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