Attenzione
Tra Bolkestein e ombrelloni in gioco c’è tutto il turismo
MASSA. Fermare la direttiva Bolkestein che vuole mettere all’asta (e a rischio) il loro patrimonio e i loro investimenti. Avviare subito interventi risolutivi (e costosi) per fermare l’erosione....
MASSA. Fermare la direttiva Bolkestein che vuole mettere all’asta (e a rischio) il loro patrimonio e i loro investimenti. Avviare subito interventi risolutivi (e costosi) per fermare l’erosione.
Chiedono troppo i balneari, categoria imprenditoriale che paga cifre davvero modeste per sfruttare in concessione un bene (la spiaggia) che è di tutti e che – statisticamente – è una delle categorie in cui l’elusione-evasione fiscale (vedi le dichiarazioni dei redditi medie dei titolari dei bagni, spesso inferiori a quelle degli operai) è più diffusa?
Forse. Però una cosa è sicura: la materia prima dell’industria turistica di Massa è il mare. E l’intera filiera del settore dipende da esso.
«I politici devono capire che i turisti qui ci vengono solo perché ci sono la spiaggia e gli ombrelloni. Se spariscono, finisce tutto: non lavoriamo più noi ma neanche gli alberghi, i campeggi, le pensioni, i bar, i ristoranti, chi affitta le seconde case», sintetizza Rodolfo Tosi del bagno Ronchi guardando sconsolato i due metri scarsi di sabbia pieni di mini-meduse rimasti davanti al suo stabilimento. Un’argomentazione ineludibile.(c.f.)
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