Il Tirreno

«No agli incentivi anti pensione di Atn»

«No agli incentivi anti pensione di Atn»

I sindacati: si assumano i part-time. L’amministratore: abbiamo convinto solo 4 autisti a restare fino alla fine delle scuole

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CARRARA. I rappresentanti di Cgil, Faisa e Uil contestano la decisone della direzione dell’Atn, l’azienda del trasporto pubblico, che ha offerto a quattro autisti che avevano maturato i requisiti per la pensione, un incentivo economico per continuare il rapporto lavorativo fino al primo luglio. Secondo i sindacati ciò contrasta col fatot che «l'azienda, ha più volte manifestato pubblicamente di avere personale in esubero», e che anche «nel panorama nazionale le Aziende incentivano i dipendenti al prepensionamento». «Atn attualmente sta utilizzando personale part-time e sarebbe stato più giusto trasformare questi dipendenti in full- time. All'amministratore delegato Bertini e al presidente Bonini va ricordato che i dipendenti di Atn stanno ancora subendo una decurtazione dello stipendio per contribuire al risanamento economico di questa azienda».

Risponde Bertini: «Abbiamo semplicemente chiesto ai 4 autisti che potevano andare in pensione di rimanere (e hanno accettato) fino a luglio, in modo da coprire i servizi alle scuole che finiranno a metà giugno. Non abbiamo pensato di sostituirli perché in estate, chiuse le scuole, i turni estivi degli autisti diminuiranno. Il problema non è quindi sui 4 autisti, o sugli esuberi, né sulla possibilità di trasformare i part-time in full-time, ma quello di mantenere il lavoro a chi ora ce l’ha; c’è da capire cosa accadrà dal 2013. Con la Provincia faremo verifiche. Intanto, abbiamo 300mila euro di corrispettivi in meno dalla Regione rispetto a prima. Nel 2013 si prevedono tagli di corse in tutta la Toscana, una diminuzione del chilometraggio dal primo gennaio prossimo. Il problema degli esuberi è quindi in prospettiva. Così, gli 11 part-time per ora restano tali, ma voglio ricordare che c’è un accordo con i sindacati per cui questi lavoratori per 3 mesi in estate, luglio-settembre, diventano full-time».

Sulla decurtazione degli stipendi, Bertini spiega che «c’è stato un accordo lo scorso luglio con Provincia e Comuni che hanno dato contributi all’Atn, mentre i dipendenti hanno rinunciato o a 10 euro lorde mensili epr un anno, o a 2 giorni di ferie». Di fatto la decurtazione c’è stata per contribuire a risanare l’azienda, come sottolineano i sindacati, ma Bertini dice che «altrimenti ci sarebbero stati licenziamenti».

Il futuro: «Siamo preoccupati per il 2013. Ci sarà la gara regionale, a cui ci presenteremo in un consorzio di aziende toscane. Un finanziamento da 160 milioni della Regione più soldi di Comuni e Provincia. Arriviamo sui 200 milioni (quest’anno sono 230), per coprire 100 milioni di chilometri nel 2013». Ma i servizi agli utenti ne risentiranno? «E’ l’incognita. Nei primi tre mesi dell’anno i viaggiatori sui bus nella provincia sono aumentati di circa 50mila. C’è più gente che prende l’autobus»: sì, forse rinunciando all’auto per il caro benzina. Ma se poi verranno tagliate le corse, ci saranno autisti a casa e viaggiatori appiedati.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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