Il Tirreno

I lavoratori Nca chiedono aiuto anche a Gabrielli

di Cinzia Carpita

Stamani ad Avenza una delegazione incontrerà il Prefetto per parlare dell’emergenza cantiere e del caso Concordia

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CARRARA. I lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania dal 19 aprile sono in assemblea permanente: uno sciopero che vuole dire niente stipendi. E intendono andare avanti così fino al 18 maggio, giorno della convocazione a Roma presso il ministero dellos viluppo economico, dal sottosegretario Claudio De Vincenti.

E stamani una delegazione di operai e la rsu interverranno con lo striscione, nel corso della cerimonia di inaugurazione del Centro di protezione civile comunale, ad Avenza: ci saranno perché ci sarà anche il capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, Franco Gabrielli, al quale gli operai intendono rivolgere un appello, essendo un rappresentante del governo, e sicuramente gli rivolgeranno domande a proposito dei lavori a cui sarà sottoposta la nave Concordia, per i quali sperano ci possa essere qualche assegnazione anche a favore di Nca.

Peraltro, oggi pomeriggio è previsto il summit in Regione, con i sindaci di Carrara, Livorno e Piombino, proprio sulla questione Concordia.

Ieri il sindaco, nella cerimonia del 25 Aprile svoltasi in città, ha salutato i lavoratori Nca arrivati con il loro strisicone per portare la loro vertenza in città, fra la gente. avuto parole anche per la vertenza Nca.

E lo stesso oratore ufficiale, Loris Rossetti (consigliere regionale e presidente della seconda commissione della Regione) li ha salutati dicendo che le istituzioni devono stare molto vicine a questi lavoratori, in un momendo molto difficile che coinvolge non solo loro, ma tutta la situazione economica e occupazionale della nostra provincia.

«Non vanno lasciati da soli», ha detto Rossetti il quale si augura che il 18 maggio prossimo nell’incontro presso il ministero dello sviluppo economico («la data è un po’ lontana») possano venire dalle stanze romane risposte positive per Nca.

La vertenza coinvolge 165 lavoratori diretti più quelli delle ditte esterne che in questi giorni non entrano nel cantiere in sciopero. Per cui la nave Rfi è ferma e sta subendo un rallentamento dei lavori. Ma gli operai le stanno tentanto veramente tutte e dicono che ormai sono «pronti a tutto».

Il clima è teso, perché finora non sono state garantite nuove commesse di lavoro, né la seconda nave Rfi. E poco si sa di soggetti interessati all’acquisizione del cantiere.

Ogni tanto spuntano notizie di trattative, o con armatori (da parte della dirigenza Nca) o con potenziali acquirenti (da parte di Invitalia).Sarà salvato il cantiere? Molto dipende dalla possibilità di ottenere nuove commesse che permettano di proseguire l’attività, dopo che avrà preso il mare, a fine anno, il traghetto Rfi. E poi c’è tutto il capitolo del futuro assetto societario. Domani è previsto anche l’arrivo nello stabilimento navalmeccanico di Marina, del governatore della Regione, Rossi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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