Il dolore
«Il primo viaggio lo dedico a Franco Martignoni»
Sul camion di Mario Andrei, il racconto della giornata dell’autotrasporto tra file a Miseglia bassa e “baracchini” infuocati sui nuovi percorsi per le cave
CARRARA. «Questo primo viaggio sulla strada dei marmi, lo faccio come se avessi qui, seduto al mio fianco, Franco Martignoni. E’ stato come un secondo babbo per me e mi ha insegnato tanto. Lui ci teneva alla realizzazione di questa grande opera». Martignoni storico presidente della Confartigianato trasporti, scomparso da anni, non può vederla. Ma il primo storico viaggio glielo dedica Mario Andrei, 37 anni: «Sto sul camion da quando avevo 14 anni. Ho cominciato con mio padre. E se ci fosse Franco... C’ho un nodo alla gola». Con lui, centinaia di camionisti da ieri hanno cominciato a percorrere la grande arteria e dall’Aurelia a Miseglia bassa da dove i “bisonti del marmo” si spalmano sui percorsi per i bacini di Fantiscritti, Colonnata e Torano, e poi tornano indietro ripassando obbligatoriamente dalla galleria Santa Croce fino alla Monte Greco.
Ore 7 e 6 minuti. Si imbocca la galleria dall’Aurelia. Mario Andrei innesta il chilometraggio automatico: 50 all’ora. Si esce alla rotatoria di Miseglia. Mario parla al baracchino: «Paolino, cosa c’è?», “Qua è un cas...”. C’è la fila alla pesa. Le frasi dei camionisti ai baracchini sono colorite e in carrarino. «Che cine che a ié».Coda pure sull’ex via marmifera che sbocca sulla rotatoria. E camion che dalla pesa devono scendere nella galleria S.Croce. Mario si infila nella corsia che va alle cave, si sale verso Bedizzano, fino da “Ometto”. E su, verso Fantiscritti. Mario parla della situazione dei camionisti: «Se non cambia qualcosa non ci si fa. Il caro gasolio, le banche che non fanno più credito, e noi che fatichiamo a riscuotere i soldi dai committenti: mica gli industriali delle cave? Quelli che acquistano il marmo. In pochi ci pagano subito il trasporto. Devo ancora prendere soldi di un anno e mezzo fa. Dobbiamo pagare autorizzazioni Anas e Provinciali, quest’anno aumentate di mille euro per camion. Ci sono le spese di assicurazione e di manutenzione, ogni volta che si cambiano le gomme, il prezzo è aumentato del 5 o 10%. Un treno di 12 gomme? 530 euro l’una, vuol dire seimila euro per un “cambio” ogni anno. In fondo al mese non si va più in pari».Se gli va bene, riesce a fare 4 viaggi al giorno. Deve mantenere due figli, il più grande va alle medie «e vorrebbe fare il camionista come me. Ma che futuro avrà? Questo è un lavoro dignitoso, ma oggi non si guadagna più tanto».Galleria di Tarnone, Ponti di Vara. «Quando ho iniziato nel 1989, c’era anche armonia fra colleghi, oggi non vedono l’ora che ti si buchi una gomma. Col consorzo Cama siamo in buoni rapporti».
Si sale sulle vie di arroccamento di Frantiscritti, con il camion da 200mila euro che ogni anno fa 20mila chilometri su e giù per le cave. «Per pagarlo, sono 3mila euro al mese. E ogni sei anni va ripreso nuovo. Un camion così lo rivendi (ma non più per l’impiego attuale) a 70mila euro».
Si arriva alla cava n. 73 di Caro e Colombi. Mario carica due blocchi: «Uno sarà sulle 17 tonnellate, l’altro sulle 13», dice a occhio. L’ultima parola spetta alla pesa di Miseglia.
Ore 8,15 la discesa. Il camion carico, affronta le curve a gomito, sterrate. Varie marce indietro. Il muso sugli strapiombi, ci si sente sospesi nel vuoto, come aquile che guardano giù in fondo, dove si apre lo scenario di altre cave. Dal “poggio” di Fantiscritti ai Ponti di Vara. Pioviggina e non si vedono canalette di scolo. Il camion attraversa le gallerie scavate nella pietra, dentro asfaltate, fuori tante buche. Si arriva alla Tassara, e dopo la nuova rotatoria (e semaforo sul ponte di Sponda verso la “Facciata”), si arriva all’ultimo tratto prima delle pese. Ma c’è la fila: dietro a Mario, altri 5 camion (blocchi e scaglie). Riesplodono i baracchini: “Mamma mia, oh!”. “Tutto alla r’nversa”.
Ore 8,35: in fila per la pesa. Venti minuti per arrivare al varco della pese (ore 8,55). Devono registrare nuovamente il camion, poi finalmente sul display Mario può compilare i propri dati, mentre compare il peso lordo del suo carico. Meno la tara, trasporta 29,620 tonnellate di marmo. E’ nei limiti consentiti. Si esce dalla pesa. Niente lavaggio perché è fermo. Alle 9 si imbocca la Santa Croce, per andare a scaricare i blocchi ad Avenza. «Prima, dalla pesa di Torano fino a valle ci mettevo 20 minuti, ora in 7 minuti si va dalle Canalie all’Aurelia. Prima, percorrendo il viale, fra incroci e semafori un viaggio lo facevo in un’ora e 40, oggi ce ne ho messe 2... ma oggi non fa testo. E’ il primo giorno della via dei marmi».
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