Il Tirreno

Erosione spiaggia, torna l’allarme

di Claudio Figaia
Erosione spiaggia, torna l’allarme

Gazzoli (Riviera Apuana): ci sono bagni che rischiano di non aprire. Interrogativi sull’efficacia dei lavori di difesa della costa

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MASSA. Torna l’allarme erosione sulla costa massese. Ed è allarme rosso. La mareggiata di questi giorni – è ormai da venerdì scorso che il libeccio “picchia” sulla costa – sta provocando danni seri al litorale e sta facendo salire le preoccupazioni degli operatori turistici.

«Allo stato attuale, ci sono bagni che non sono in grado di aprire: davanti ad alcuni stabilimenti nella zona di Ronchi la spiaggia è quasi sparita, non si sa dove mettere gli ombrelloni, si sono formati scalini di sabbia molto significativi, la situazione è critica», dice sconsolato Stefano Gazzoli, vicepresidente dell’associazione Riviera Apuana.

Quella di Ronchi, nella parte immediatamente a Levante del torrente Magliano, è la zona più danneggiata, ma gli effetti dell’erosione si stanno facendo sentire fino anche a Poveromo e, dalla parte opposta, nella zona di Partaccia, Bondano, Ricortola, dove i pochi metri di battigia rimasti rischiano di finire sott’acqua. Anche se in alcuni punti, per effetto delle scogliere, si nota un fenomeno inverso (quello auspicato) di accumulo di sabbia.

E le opere di difesa della costa? I famosi “setti” e i geotubi che dovrebbero salvare il litorale dall’erosione alla modica cifra (questo è il costo complessivo del progetto) di 14 milioni di euro? Sembra non siano stati in grado di frenare la forza del mare che sta mangiando metri e metri di spiaggia. I lavori sono adesso fermi, proprio a causa del maltempo: stop agli interventi nella zona del Magliano e sui setti semi-sommersi in cui si sono aperti alcuni varchi. Riprenderanno quando il mare tornerà calmo.

Intanto, i dubbi sull’efficacia del progetto – che già non erano pochi – aumentano. «Gli effetti della mareggiata di questi giorni – dice ancora Gazzoli – mostrano tutta la criticità della situazione. I geotubi non reggono, i tessuti si rompono e la funzione di trattenimento della sabbia non è efficace. Ma anche se così non fosse bisogna rivedere il progetto».

Si fa strada, insomma, tra gli stessi addetti ai lavori, il timore che questo maxi progetto, aldilà dei problemi di esecuzione dei lavori, non sia risolutivo e che debba essere rivisto. Il che, ovviamente, non potrebbe essere fatto prima dell’inizio dell’estate.

«Abbiamo chiesto un incontro con la Provincia, ci vedremo nei prossimi giorni, abbiamo bisogno di mettere a punto soluzioni di emergenza in vista dell’apertura della stagione balneare che garantiscano ai bagni di poter lavorare a regime», dice ancora Stefano Gazzoli. In altre parole: montagne di sabbia per un ripascimento più o meno provvisorio in attesa di misure definitive.

A libecciata finita – le previsioni meteorologiche dicono che il fenomeno si attenuerà domani – il mare restituirà almeno in parte la sabbia portata via dalle onde e, a quel punto, il bilancio degli effetti di questa mareggiata sarà più chiaro e i balneari potranno misurare quanti ombrelloni potranno piantare sul “loro” arenile. Fino alla prossima burrasca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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