Lutto
Canevara, parla il vescovo «Non si tratta di miracolo»
Anche ieri è stato un pellegrinaggio continuo nella chiesetta di Sant’Antonio I fedeli vogliono toccare il volto di Gesù. E si muove anche la Rai per un’intervista
MASSA. Per il volto sul drappo dell’altare della chiesa di San’Antonio interviene anche la diocesi di Massa-Carrara. Sia con le parole del vescovo Giovanni Santucci sia con un comunicato: «Sabato 14 aprile alcuni della comunità parrocchiale di Canevara hanno addobbato il presbiterio in preparazione della festa della Divina Misericordia, che si è celebrata domenica 15 aprile. Come in altre occasioni, hanno utilizzato fiori colorati e tessuti di organza semitrasparente, di colore bianco e viola. Le pieghe del drappeggio e il conseguente gioco di luci ed ombre, hanno fatto sì che, alla destra del tabernacolo, sotto il grande dipinto della Divina Misericordia, alcuni potessero scorgere un'immagine, con tratti tipici di un volto umano».
«Tale sembianza non è, pertanto, un'apparizione né, tanto meno, può essere definita un fatto miracoloso, come ribadito dallo stesso parroco - continua il comunicato -. Resta, comunque, la possibilità per i singoli di vedere in essa un segno della benevolenza divina, che agisce nella storia, come e dove vuole. Del resto, il credente non ha bisogno di fatti straordinari, perché la sua fede si nutre nel rapporto quotidiano con la parola di Dio e con i sacramenti».
Resta il fatto che Canevara è diventata una meta di pellegrinaggio. Troppa la curiosità di entrare nella chiesetta di Sant'Antonio ed essere testimone di una notizia come questa. «C'è chi entra e si mette a piangere – racconta Emanuela Mignani, una delle donne che ha addobbato l'altare per la festa della Divina Misericordia –, poi ci sono quelli che escono immediatamente quasi li avesse spaventati qualcosa. C'è chi piange. Tutti però vogliono toccare quel drappo, tanto che ci abbiamo messo una transenna».
Intanto una delle donne che ha allestito l’altare, Emanuela Mignani, è stata contattata dalla Rai: «Mi voleva intervistare Giancarlo Magalli - dice - perché voleva portare in televisone questa storia. Ho detto di no perché non siamo in cerca di pubblicità». Il drappo misericordioso resterà esposto ancora qualche giorno, anche se tutti si affannano a negare il miracolo. Ma basta dare un'occhiata al ponte di Canevara per capire che è una decisione saggia: ci sono fedeli che si arrampicano fin quassù a piedi per poterlo sfiorare.
Altro servizio a pag. 22
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