Sicurezza
Pasini: raddoppierò i traffici al porto
Il patron del gruppo Feralpi pronto a incrementare il giro di affari su Carrara e alla Fermet incontra il sindaco Zubbani
CARRARA. «Per noi il porto di Carrara può diventare alternativo a quello di Marghera, dove ora facciamo il grosso del volume siderurgico: abbiamo già iniziato a fare qualcosa qui e l’obiettivo è, da subito, raddoppiare i traffici per arrivare a 10mila tonnellate al mese».
Ha le idee chiare Giuseppe Pasini, numero uno del colosso Feralpi (un miliardo e 100 milioni di euro di fatturato) e presidente uscente di Federacciai. Un industriale con 1.500 dipendenti (tanto per continuare a parlare di numeri) che annuncia una sinergia importante per il territorio apuano.
Sinergia che passa attraverso i rapporti di lavoro e l’amicizia con il presidente della Fermet, Alberto Ricciardi. Ed è proprio nella nuova sede, in costruzione, dell’azienda di Ricciardi all’ex cementificio che è stata annunciata la strategia di Pasini, alla presenza anche del direttore della Porto spa, Franco Lazzarini. Insomma un vero e proprio impegno, che ha animato il pre partita Carrarese-Feralpi Salò, squadra quest’ultima di cui il signore dell’acciaio è presidente mentre Ricciardi, lo ricordiamo è sponsor della squadra azzurra.
E a fare gli onori di casa è arrivato alla Fermet anche il sindaco Angelo Zubbani che, come prima cosa, ha portato Giuseppe Pasini nella nuova strada dei marmi. Prima una schermaglia sportiva: «Ma stavolta sul campo vogliamo vincere», ha scherzato Zubbani (la partita poi finirà in pareggio 0-0). E poi la soddisfazione di avere, sul territorio uno degli imprenditori più importanti del settore siderurgico italiano: «La città deve essere sempre più pronta a dare la disponibilità agli investimenti che imprenditori di questo calibro vogliono fare»
Il big dell’acciaio: raddoppierò i traffici nel porto di Carrara. Un annuncio importante, quello del raddoppio dei traffici siderurgici sul porto di Carrara. Che suggella quella che ormai è già una proficua collaborazione, una “catena” piuttosto semplice: la Fermet manda a Salò i rottami, la Feralpi li trasforma in tondini, i camion tornano a Carrara e vengono caricati al porto. Un container è nel piazzale dell’azienda: destinazione Algeria. «E’ un paese importantissimo per il nostro settore - spiega Pasini - c’è un piano infrastrutturale importantissimo, stanno costruendo autostrade, ferrovie, pozzi. Ma, in generale, tutto il nord Africa si sta rivelando un mercato in espansione. E’ inutile puntare su Cina e India, lì c’è già tutto e ci sono già tutti: non dimentichiamo poi che dall’Africa riceviamo petrolio e gas, ci sono rapporti commerciali bilaterali molto importanti».
E, parlando della potenzialità dell’Africa arriva l’ annuncio di un potenziale nuovo cliente per lo scalo marinello: «Da due mesi - afferma Ricciardi - ho contatti con il nuovo governo libico e con un’azienda petrolifera che sarebbe interessata ad appoggiarsi al porto di Carrara. A giorni avremo un incontro». Sempre a proposito di traffici nello scalo commerciale Pasini, infine, lancia dritta sia al direttore della Porto spa che a Ricccardi: «C’è un’azienda siderurgica importante, il gruppo siderurgico Arvedi di Brescia, che fa grossi volumi in entrata, dovete riuscire a farla confluire sul porto di Carrara».
Lazzarini (Porto spa): ecco i vantaggi del nostro scalo. Pasini annuncia il raddoppio dei traffici su Carrara e Franco Lazzarini, direttore della Porto spa, mette in luce i vantaggi di questa scelta strategica: «Si risparmiano due giorni di navigazione, per l’Africa, rispetto a Marghera e noi siamo più snelli come capacità di carico: le operazioni avvengono cioè in maniera più veloce». E le cose, in futuro, potrebbero addirittura andare meglio aggiunge Lazzerini, annunciando anche che, il prossimo mese, comincerà la pavimentazione del piazzale città di Massa. «Con l’ampliamento del porto la ferrovia arriverà direttamente sulla banchina di levante - spiega - e con il potenziamento della linea, potrebbe addirittura sostituire il traffico su gomma, come nel progetto di sviluppo della ferrovia Apuo veneta, arenatosi per mancanza di finanziamenti».
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