Sicurezza
«Per quel parcheggio sono già stato assolto...»
Asso nella manica per il presidente della commissione urbanistica: la sentenza del giudice Ferri per un procedimento nato dalla denuncia della giunta Segnanini
CARRARA. «Vorrei sapere solo una cosa, senza fare polemiche: ma la magistratura è a conoscenza delle proprie sentenze cadute in giudicato e quindi di fatto, diventate legge? Intanto vi comunico il numero della sentenza, 1282/01 del 2001, e ora vi dico l'argomento: il parcheggio davanti al bagno Lunezia. L'esito? Assoluzione piena». Pietro Giorgeri, presidente della commissione urbanistica, ritorna con forza sull'argomento del giorno (e uno dei temi dell’inchiesta aperta dalla magistratura sulla variante allo strutturale del 2009) e lo fa esibendo una documentazione che finora aveva preferito tenere riservata per evitare ulteriori strascichi. «Ma dopo aver letto che c'è chi esulta per l’inchiesta in corso - ed è lo stesso che non distingue un reef da onde oceaniche - , ma dopo aver letto i paladini dell'ambiente che poi sono quelli che avrebbero voluto costruire in collina, e quando su fronti avversi come capolista ci sono ex sindaci che si permisero di recintare e di fatto occupare senza autorizzazione proprietà private nella stessa area della Fossa Maestra, ho pensato che era impossibile continuare a tacere». Ma allora vediamola questa sentenza, emessa dal giudice Cosimo Ferri nel 2001, a seguito di un procedimento nato dalla denuncia presentata dalla giunta Segnanini in merito alla realizzazione del parcheggio di fronte al Lunezia in presunta violazione delle normative urbanistiche. La legge violata sarebbe stata la numero 47 dell'85, la legge base per tutta l'edilizia. Nelle motivazioni della sentenza di assoluzione - nei confronti di Liviana Tosi, moglie di Pietro Giorgeri e proprietaria dei quattro quinti dell'area - il giudice non lascia spazio ai dubbi: assolve perché il fatto non sussiste, spiegando che il parcheggio era l'unica soluzione possibile per alleviare la fame di posti auto, e soprattutto, sottolinea che «la stessa amministrazione comunale in occasione della Fiera Marmi e Macchine o di circhi, feste politiche aveva autorizzato in via eccezionale e in forma provvisoria l'uso a parcheggio di quella stessa area per facilitare la viabilità». Non solo: successivamente alla denuncia che aveva fatto aprire il fascicolo e che aveva portato al processo, il giudice Ferri ricorda: «La stessa amministrazione comunale (di Segnanini, siamo nel 2001, ndr) ha adottato con deliberazione del consiglio comunale del 16 marzo 2001 il piano attuativo dell'arenile destinando l'area in questione a parcheggio e superando così definitivamente il problema».
Commenta il consigliere Giorgeri: «Cosa si può aggiungere a un giudice che dice che il problema è superato definitivamente? Qualcuno me lo potrà spiegare di cosa stiamo parlando? Guarda caso le elezioni ci sono fra due settimane, tutto questo trambusto fuori luogo si poteva davvero evitare».
Leggendo poi bene le osservazioni presentate da Legambiente sulla zona della Fossa Maestra, c’è un altro particolare. Legambiente nella sua osservazione scrive che la proposra variante dello strutturale “esclude dalle invarianti ambienti naturali umidi la zona più prospiciente il mare, denominata della Fossa Maestra”. La commissione urbanistica e il consiglio comunale l’accolgono: “Si propone di integrare l’articolo 18 punto 1.4 /Arenile) recependo il contributo dell’osservazione al fine di ribadire la tutela della foce della Fossa Maestra”. Quindi. sembra di capire: l’area della foce è invariante, ma dove vige il piano dell’arenile, il parcheggio di Giorgeri è perimetrato come parcheggio privato, e infatti è in corso la convenzione con il Comune.(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
