Il Tirreno

Gli ambulanti: bloccheremo le gare

Gli ambulanti: bloccheremo le gare

«Le bancarelle non sono stabilimenti balneari», l’Anva si mobilita, preoccupazione tra i commercianti

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MASSA. Le bancarelle del mercato come gli stabilimenti balneari: sono attività che si svolgono su beni pubblici (le piazza e le spiagge), dunque, non possono essere “monopolizzate”. Licenze (di commercio) e concessioni (degli arenili) devono dunque essere messe all’asta, per rispettare il principio della libera concorrenza. Questo impone la Bolkestein, cioè la direttiva europea sulla libera circolazione delle merci.

Una mazzata per gli ambulanti che hanno cercato di fermare questa trasformazione che mette a rischio il loro futuro. Trovando una sponda nel consiglio regionale della Toscana. Che nel novembre scorso ha approvato all’unanimità la legge regionale sul commercio in cui si dice chiaro che la direttiva Ue non si applica al commercio ambulante.

Ma adesso ecco una nuova doccia fredda. Il ministero dello Sviluppo economico (retto da Corrado Passera) ha spiegato ai rappresentanti dellla categoria e alla Conferenza Stato-Regioni che la gara pubblico per il riaffidamento delle licenze è inderogabile, che le concessioni per attività commerciali su area pubblica non sono rinnovabili in modo automatico. Proprio come per le concessioni degli arenili.

Si torna dunque daccapo, con la scure della Bolkestein che torna a incombere sulle bancarelle e sul loro futuro. Anche perchè, secondo la lettura del governo non è possibile limitare la gara per l’assegnazione delle licenze – come chiedono gli ambulanti – alle persone fisiche, escludendo le società di capitali e le cooperative. Dovrà, viceversa, essere consentito anche a Spa e coop «la possibilità di esercitare attività commerciali al dettaglio su aree pubbliche, nel rispetto della direttiva che intende vietare discriminazioni sulla base della forma giuridica del prestatore di servizi».

«Sarebbe devastante per gli ambulanti se la Bolkestein venisse davvero applicata al commercio ambulante », dice Pier Paolo Pucci, presidente dell’Anva provinciale.

Pucci, tuttavia, si mostra ottimista o, perlomeno, è convinto che la battaglia non sia ancora perduta.

«L’applicazione della direttiva Bolkestein al commercio sulle aree pubbliche è un errore: le strade e le piazze non sono una risorsa naturale limitata. E confido che questo errore venga riconosciuto. Le trattative sono ancora in corso non c’è nulla di definitivo e nutriamo buone speranze perchè le nostre richieste vengano accolte. Certo che se così non sarà, se le licenze degli ambulanti diventeranno carta straccia e si darà via libera ai grandi gruppi, noi non staremo a guardare».

Claudio Figaia

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