Il Tirreno

Polizze auto falsificate: due broker a processo

di Alessandra Vivoli

«Pubblicizzavano le assicurazioni a prezzi concorrenziali e intascavano i premi» Sotto accusa per undici truffe i gestori dell’agenzia Global Point di Avenza

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CARRARA. Assicurazioni Rc auto false: a processo per truffa e esercizio abusivo della professione i gestori di un’agenzia di broker di Avenza. Pubblicizzavano la loro attività con tanto di volantini, in cui venivano sbandierati prezzi concorrenziali per le polizze auto.

Ma, quelle assicurazioni, di cui veniva fornito un certificato provvisorio, erano false: e loro, i titolari dell’agenzia di Avenza finita sotto accusa, si intascavano i premi: 4mila euro per quel che riguarda le denunce presentate alla polizia, ma ce ne sono anche altre fatte ai carabinieri. Sono finiti sul banco degli imputati Armando Marchi (assistito dal legale Monticelli che ha chiesto e ottenuto di poter procedere con il rito del patteggiamento) e Monica Moira per cui invece si è aperto il procedimento davanti al giudice Cosimo Maria Ferri e al pm Lara Navarrini.

Gli episodi di truffa contestati sono 11. E l’assicurazione, di cui è stato falsificato il timbro per realizzare i finti tagliandini, la Quixa, si è costituita parte civile ed è rappresentata dall’avvocato Feliziani.

Sul banco dei testimoni è stato ascoltato, per primo, il funzionario di polizia Bergamaschi che ha raccolto le denunce per truffa e, in aula, riassunto la vicenda intera.

«L’agenzia Global point è nata ad Avenza, in via Covetta nel 2008: nel 2010 ci fu un intervento dei carabinieri perché, davanti all’ingresso della sede ormai smobilitata con tanto di sacco nero a coprire l’insegna, si era radunato un gruppo di clienti truffati e molto arrabbiati»: ha cominciato col dichiarare l’ispettore.

E poi la cronaca dei fatti: «All’inizio la titolare era la figlia della Monica Moira, regolarmente iscritta al Rui e le polizze rilasciate fino al31 dicembre del 2009 erano genuine - ha spiegato Bergamaschi - Poi, senza più la giovane, che fungeva da prestanome, l’agenzia ha continuato la gestione delle pratiche assicurative, a fare le polizze Rc auto, annuali o semestrali falsificando il timbro e riscuotendo i premi che andavano da tre a seicento euro».

Ma in questa vicenda c’è anche un altro aspetto messo in evidenza durante il processo: i clienti truffati circolavano senza copertura assicurativa, e questo per alcuni di loro ha comportato delle sanzioni anche di carattere giudiziario.

«La nostra attività di indagine - ha precisato l’ispettore - è cominciata proprio a seguito delle denunce che hanno cominciato a pervenire al nostro commissariato: denunce diverse, di cittadini che non si conoscevano neppure ma che avevano in comune il fatto di essersi rivolti alla stessa agenzia di broker assicurativi. Da qui sono cominciate le indagini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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