Proteste
«Nave ferma, ora ci giochiamo tutto»
I lavoratori Nca: si rischia la penale ma vogliamo risposte. Il prefetto cerca di ottenere un incontro politico al ministero
CARRARA. La vertenza dei Nuovi Cantieri Apuania si fa sempre più incandescente e per questo il prefetto Giuseppe Merendino ieri pomeriggio ha convocato un tavolo con le istituzioni locali, i sindacati e le rsu per fare il punto dopo il deludente incontro di Roma. Con il cantiere ancora bloccato dall'assemblea permanente, i lavoratori hanno partecipato al tavolo in cui non si è fatto altro che prendere atto di una situazione «sull'orlo del precipizio» legata alle decisioni comunicate dopo il tavolo romano.
«Dobbiamo puntare ad ottenere la seconda nave delle Ferrovie – ha dichiarato al termine dell'incontro l'assessore provinciale allo sviluppo economico Paolo Baldini – non ci sono altre strade al momento per salvare il cantiere. Abbiamo chiesto che al prossimo tavolo il governo partecipi con esponenti politici che possano prendere decisioni». La commessa della seconda nave, da ottenere entro il 12 giugno (giorno in cui scade l'opzione), permetterebbe al cantiere di restare in vita ancora 12 mesi anche se, senza ulteriori commesse, il bilancio 2013 sarebbe destinato a chiudersi ancora in perdita. Un motivo, è stato detto, per cui la decisione può essere assunta solo dalla politica.
Il prefetto al termine della riunione a cui hanno partecipato anche i parlamentari locali, ha scritto una lettera al governo sollecitando un incontro in cui partecipi un esponente politico del dicastero. Se non il ministro, almeno un sottosegretario.
Prosegue la protesta. Tornati in fabbrica i lavoratori hanno annunciato all'assemblea i risultati del tavolo.
Nonostante in cantiere ci sia ancora da completare la prima nave della Rfi i lavoratori hanno deciso di continuare ad oltranza l'assemblea permanente. Così facendo il cantiere accumulerà un sicuro ritardo sulla consegna della prima nave: «Sappiamo che c'è una penale per il ritardo – affermano i lavoratori – ma ormai siamo al tutto per tutto, ora veramente non possiamo perdere più di così».
Refitting. Dubbi sui posti di lavoro. Da Roma è ancora massimo riserbo sul gruppo imprenditoriale che si sarebbe fatto avanti per acquisire il cantiere per fare attività di refitting. Una manifestaizone di interesse, con piano industriale formalizzato a Invitalia: così è satto detto nell’incontro presso il ministero dello sviluppo eocnomico del 18 scorso. Una buona notizia? C’è qualche riserva tra lavoratori e sindacati. Per due ragioni. Ritengono che un'azienda del settore non riuscirebbe a reintegrare tutti i 155 lavoratori del cantiere ma un numero ben più ristretto. Si ipotizza dai 30 ai 50 operai. Inoltre, il timore è che se si arrivasse a contrattare con l'azienda alla scadenza dei 45 giorni fissati per il nuovo tavolo, i margini per avviare concrete trattative per la riassunzione del maggior numero di operai possibile si vedrebbe ridotta al minimo. Inevitabilmente con la liquidazione alle porte, il potere contrattuale si riduce drasticamente.
Tute blu sulla via dei marmi. Questa mattina i lavoratori e le Rsu si recheranno all'inaugurazione della strada dei marmi per sensibilizzare ulteriormente la cittadinanza sulla loro vertenza. Non è ancora chiaro se le tute blu intendano fare atti dimostrativi di certo – spiegano - «ci faremo notare con una massiccia presenza».(l.bo.)
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