Finanza
Meno ore di sostegno studentessa risarcita
CARRARA. Il Ministero dell’istruzione ha tagliato le ore di sostegno alla figlia disabile, che frequenta la prima di un liceo cittadino. I genitori, assistiti dall’assessore Ferdinando Genovesi,...
CARRARA. Il Ministero dell’istruzione ha tagliato le ore di sostegno alla figlia disabile, che frequenta la prima di un liceo cittadino. I genitori, assistiti dall’assessore Ferdinando Genovesi, hanno presentato ricorso al Tar della Toscana: e il tribunale amministrativo gli ha dato ragione, condannando il Ministero al risarcimento dei danni, quantificati in 1200 euro e alle spese del giudizio (pari a 2500 euro).
La vicenda prende le mosse dall’assegnazione, per l’anno scolastico 2011/2012 di 11 ore settimanali di sostegno: i genitori reclamano l’attribuzione di un numero di ore (34) pari all’intero orario scolastico o, in subordine, di 18 ore, come richiesto dal Piano educativo individualizzato (Pei).
E così si passa alle vie legali: con il ricorso al Tar con l’intenzione di chiedere al Ministero di “riesaminare il quadro delle esigenze dell’alunna interessata e di assegnarle il numero di ore di sostegno conseguentemente necessarie”.
Nel ricorso si deduce, in sintesi, che l’attribuzione alla figlia dei ricorrenti di sole 11 ore di sostegno integra la violazione dei parametri normativi posti dalla Costituzione e dalla disciplina di settore a tutela del diritto dei disabili all’inserimento sociale e all’istruzione: «Basata - si legge nella sentenza del Tar - su una istruttoria carente e su una insufficiente motivazione, essendo conseguenza di un puro e semplice taglio delle ore di sostegno».
La situazione, in corso d’opera, o meglio dall’inizio dell’anno scolastico, sono cambiate: l’amministrazione scolastica ha infatti attribuito, dal mese di gennaio scorso, all’alunna ulteriori sette ore di sostegno, per un totale di 18 settimanali.
Il ricorso, con sentenza del 28 marzo scorso, è stato quindi accolto per quanto attiene le verifiche periodiche sulle decisioni relative alla studentessa e quanto alla domanda risarcitoria, che investe valori fondamentali della persona costituzionalmente tutelarti, riguardanti il diritto all’istruzione, all’inserimento sociale e allo sviluppo della personalità del disabile.
In sostanza l’originale attribuzione di 11 ore di sostegno, anzichè 18 (pari al 40% in meno) comportava «un pregiudizio effettivo, serio e grave per l’interessata».
Per tutti questi motivi il Tar della Toscana ha condanna il Ministero dell’Istruzione al risarcimento di 1200 euro di danni e alle spese del giudizio nella misura di 2500 euro.
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